Mantova, pieni di clienti e in perdita: il paradosso degli alberghi
MANTOVA. Paradosso trasversale quello innescato dall’emergenza energetica con aziende pronte a spegnere le macchine per non andare in perdita e alberghi pieni di clienti come non accadeva da anni, ma già in perdita. I dati di Federalberghi nazionale raccontano di un livello record di 3,8 miliardi euro raggiunto in bolletta dalle strutture ricettive italiane che ora, avverte l’associazione che fa capo a Confcommercio, dovranno ritoccare i prezzi e anticipare le chiusure stagionali se non decideranno addirittura di abbassare le serrande per tutto l’inverno prima che l’accensione del riscaldamento faccia del tutto saltare i conti. «La preoccupazione è massima – conferma il presidente di Federalberghi Mantova Gianluca Bianchi che annuncia una campagna “no sprechi” per i clienti – e la rateizzazione delle bollette non risolve il problema, servono interventi urgenti per calmierare i prezzi e promuovere l’utilizzo delle energie rinnovabili».
Intanto ognuno corre ai ripari come può isolando i vetri delle stanze con apposite pellicole, installando sistemi che bloccando riscaldamento e aria condizionata quando si apre la finestra, verniciando le facciate con materiali anti-assorbimento, investendo in impianti fotovoltaici e spegnendo le luci serali negli spazi comuni. «Il fatto è che a giugno ci siamo trovati ad aver speso in corrente già quanto tutto lo scorso anno» spiega Eugenio Gallina, titolare di tre alberghi tra città e provincia: l’hotel Broletto in via Accademia a Mantova, l’hotel Cristallo di Cerese e il Dunant di Castiglione delle Stiviere. E il suo è un caso emblematico fra i tanti che in questi giorni hanno aderito alla campagna lanciata la scorsa settimana da Confcommercio “Bollette in vetrina”: a parità di consumi, le fatture per l’elettricità sono raddoppiate rispetto allo scorso anno. Al Cristallo, che conta 65 camere, la bolletta di giugno 2021 era stata di 7.500 euro: quest’anno è di 14.800. Quella del Dunant, 78 camere, è passata da 7.500 a oltre 13mila euro e quella del Broletto, 11 camere, da 850 a 1.900 euro. A compensare il salasso la ripresa del turismo aiuta ma non abbastanza.
«Certo, è stata un’ottima stagione, ma abbiamo dovuto comunque aumentare i prezzi e il problema è che l’energia si tira dietro altri costi a partire da quelli dei fornitori che hanno rincarato beni e servizi e noi non possiamo ribaltare tutto sulla clientela altrimenti andremmo fuori mercato. Inevitabilmente la marginalità scende e pesa l’incertezza per la stagione invernale: chi come me ha le strutture sempre aperte teme i mesi con i consumi da riscaldamento».
Al punto che lo stesso Gallina ha deciso di rinviare alla prossima primavera l’apertura di una nuova piccola struttura in provincia di Verona mentre nel Mantovano sta mettendo a punto investimenti mirati «e urgentissimi» per ridurre i consumi nei suoi tre hotel: «Per evitare di tagliare servizi non possiamo far altro che cercare di essere sempre meno dipendenti dalla rete. Così sensibilizziamo i clienti, anticipiamo lo spegnimento delle luci esterne e nelle parti comuni di notte, al Dunant abbiamo applicato alle finestre particolari pellicole per abbassare l’irraggiamento solare e incrementeremo l’impianto fotovoltaico che sarà realizzato ex novo anche al Cristallo la cui facciata sarà tinteggiata con una pittura a componenti che migliorano l’isolamento». Il tutto con l’incubo che presto dovranno anche fare i conti con i tagli ai viaggi di aziende e famiglie strozzate dal caro bollette.
