Forzano la finestra e portano via palmari e mance: furto con scasso alla pizzeria Dodo di Pordenone
Tre palmari per le ordinazioni, il cellulare del locale e le mance dei camerieri, circa 300-400 euro: è il bottino del ladro solitario che ieri mattina alle 6.10 si è intrufolato all’interno della pizzeria Dodo in viale Marconi, dopo aver forzato la porta finestra.
Ha gironzolato all’interno del locale per una decina di minuti, arraffando ciò che ha trovato. Quindi se ne è andato. In caso di movimenti all’interno del locale intercettati dai sensori parte l’avviso automatico sul cellulare del titolare della pizzeria. Capitano però anche i falsi allarmi. Così il giovane ristoratore Antonio Trotta, 26 anni, originario di Salerno, non ha notato subito l’alert. Poi, all’apertura della pizzeria si sono accorti che erano spariti tutti i cellulari e che il cassetto delle mance era vuoto. Subito sono stati chiamati i carabinieri dell’aliquota radiomobile di Pordenone, che hanno effettuato un accurato sopralluogo. Trotta stima che il danno ammonti a circa 1.400 euro.
«Veniamo da posti – racconta Antonio – in cui episodi simili sono all’ordine del giorno, per cui noi nel locale, dopo la chiusura, non lasciamo nulla di valore. Il registratore di cassa, infatti, era aperto e vuoto: così non rischiamo che lo rompano per vedere se c’è qualcosa».
Fatalità, sabato sera, nella sua seconda pizzeria, a Sacile, è sparito uno dei palmari per le ordinazioni. Il localizzatore gps lo ha segnalato in provincia di Treviso. Si è trattato di un caso, i due episodi non sono collegati. Il giovane ristoratore è amareggiato. «Tutto questo in centro a Pordenone – scuote la testa –. Si va via dai posti in cui si nasce per evitare queste problematiche e poi si trovano pure al Nord. Secondo me andrebbe fatta un po’ più di sorveglianza. Rubare nei posti in cui si lavora è secondo me la cosa peggiore che si possa fare, perché qua investiamo sacrifici, tempo, vita. È comunque un gesto brutto, si vede palesemente che è stato scassinato. Fa solo amarezza. Ci tengo molto ai miei ristoranti, dispiace».
