Il Rosatellum 2.0 spiegato bene: come verranno eletti i parlamentari il 25 settembre
TRIESTE Legge elettorale complicata, forse come nessuna prima, per la definizione degli eletti, il Rosatellum è semplicissima per quanto riguarda il metodo di voto che, in estrema sintesi, si limita a una sola “ics” da apporre, come vedremo, su un candidato oppure su un partito che lo sostiene.
Il Parlamento ridotto
Il primo concetto da sottolineare è che, con la riduzione dei parlamentari, il numero di onorevoli che andrà a Roma sarà drasticamente ridotto rispetto al passato. Il prossimo Parlamento, infatti, sarà composto da 400 deputati e 200 senatori con
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Un terzo di maggioritario
Il . Il sistema maggioritario è semplice. Il Paese viene diviso in 147 maxi-collegi elettorali per la Camera, con una media di 400 mila abitanti l’uno, e 74 per il Senato con una media di 800 mila votanti. Ogni coalizione, o singolo partito, schiera un proprio candidato e viene eletto
Due terzi di proporzionale
ioè due terzi del totale pari a 245 deputati e 122 senatori (oltre ai 12 complessivi della circoscrizione Estero), Ogni partito, in altre parole, presenta listini bloccati, senza possibilità di preferenza, da 2 a 4 persone con candidati che vengono eletti, appunto, proporzionalmente al numero di voti ottenuti dai singoli movimenti. Attenzione, però, perché a differenza del maggioritarioChi non raggiunge queste quote di consenso, in estrema sintesi, non ottiene né un deputato né un senatore.
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Particolarità del Rosatellum
Il Rosatellum, tuttavia, prevede una serie di eccezioni bizantine e non banali.
- La prima riguarda i In questo caso i voti non vengono persi, bensì divisi tra gli altri partiti della coalizione proporzionalmente ai voti conquistati dagli stessi. È il caso, ad esempio, di +Europa e Noi con l’Italia alle Politiche del 2018. Il movimento di Emma Bonino conquistò il 2,56%, insufficiente a fare scattare eletti nel proporzionale con quei voti che andarono, però, tutti al Pd, cioè all’unico partito della coalizione di centrosinistra in grado di superare la soglia di sbarramento. Allo stesso tempo, quindi, i voti dei centristi (1,3%) vennero divisi tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, tutti in grado di conquistare più del 3% dei consensi.
- Candidature dei partiti. n realtà è prevista una deroga per i movimenti regionali come l’Svp in Alto Adige e, nel 2018, il Patto per l’Autonomia in Friuli Venezia Giulia. Il Rosatellum, infatti, consente loro di presentarsi in una sola regione, ma per accedere al riparto proporzionale un partito deve vincere almeno in due collegi uninominali oppure ottenere il 20% dei voti nel territorio di appartenenza.
- Candidature singole. La legge elettorale prevede che uomini e donne (a livello nazionale per la Camera e regionale per il Senato). Ci si può candidare in un collegio uninominale (maggioritario) e in fino a cinque listini proporzionali, ma
Dove si viene eletti. Un’altra stranezza, inoltre, è data dal fatto che nel caso in cui Se invece vince sia il La composizione dei listini bloccati deve rispettare l’alternanza di genere uomo-donna oppure donna-uomo.
Chi può candidarsi e come si vota
Per candidarsi alla
Come si vota. Premesso che per la prima volta il 25 settembre voteranno sia per la Camera sia per il Senato tutti i maggiori di 18 anni, il sistema di voto è semplice.
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Può scegliere di votare un partito che appoggia il candidato oppure il candidato stesso.
- Vota il partito che appoggia il candidato. Nel primo caso il suo voto verrà “trasmesso” tale e quale anche al listino del partito scelto nel proporzionale.
- Vota solo il candidato. Mettendo la “ics” sul candidato, invece, il voto verrà diviso, nei listini bloccati, tra i partiti che lo sostengono in maniera proporzionale ai voti ottenuti.
Tanto per capirci, se un elettore di centrosinistra barra il simbolo del Pd a fianco del candidato, quel voto andrà al 100% anche al listino dem al proporzionale. Se invece un elettore di centrodestra sceglierà il candidato, il suo voto verrà spartito nel listino tra Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati (se passa la soglia di sbarramento) in proporzione ai voti di partito conquistati.
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Attenzione: non si deve assolutamente barrare nulla nel listino proporzionale e Escluse, come detto, anche le preferenze.
