Le ciclabili di Gorizia non convincono: polemiche sulla sicurezza
GORIZIA A Oslavia spuntano i primi segni delle piste ciclabili e ancora prima che possano essere completate diventano un caso perché portano a un eccessivo restringimento della carreggiata. Se da un lato, nelle intenzioni, i tracciati riservati alle biciclette rappresentano un modo per proteggere gli utenti deboli della strada, dall’altro, nella pratica - nel caso di via Bella Veduta -, rendono più pericolosa la circolazione dei veicoli a motore che si trovano a percorrere due corsie di ampiezza piuttosto ridotta e angusta.
A sollevare la questione è il consigliere comunale di opposizione Franco Zotti che, ormai da autista di autobus urbani in pensione, ricorda come il rapporto della città con le piste ciclabili sia sempre stato controverso, poco fortunato e non sempre logico, a partire da quello ormai storico di via Kugy e via Blaserna per arrivare a quello più recente e discusso di corso Italia. Proprio il senso unico di corso Italia ha messo a rischio la rielezione del sindaco Rodolfo Ziberna, ma dopo quel fronte ora per l’amministrazione comunale se ne apre un altro: quello di Oslavia, appunto.
«Le corsie sono strette, due macchine assieme non passano», esordisce provocatoriamente Zotti che poi sposta l’attenzione sulle modalità di realizzazione dell’opera e su quelli che lui reputa sprechi di denaro pubblico. Rimanendo sulla prima questione, in realtà due macchine assieme passano, ma è anche vero che l’ampiezza delle corsie è minima e il rischio che gli specchietti retrovisori esterni vengano in contatto gli uni con gli altri esiste. Da Corte Sant’Ilario, sede del comando della polizia locale, si limitano a dire che le misure non sono in discussione. Se secondo il Codice della Strada, dunque, tutto è regolare, la sensazione di claustrofobia rimane.
In corso Italia proprio le misure insufficienti delle carreggiate di marcia avevano costretto i tecnici a optare per il senso unico, poi revocato: tra piste ciclabili, posteggi e carreggiata stradale per una decina di centimetri non si erano potute mantenere le due corsie di marcia. La sperimentazione aveva diviso i goriziani e alla fine l’amministrazione comunale aveva ripristinato la situazione iniziale. La questione se le ciclabili del corso debbano andare sulla carreggiata (come è stato lo scorso anno) o sui controviali non è stata ancora risolta e su questo Zotti aggiunge il carico: «Le ciclabili vengono fatte in posti dove non servono a niente, ma dove servono davvero non si prendono decisioni. In corso sono necessarie: con gli autobus, spesso mi è capitato di dover superare la stessa bicicletta anche cinque volte perché alla fermata mi ripassava e questo è pericoloso per tutti».
