Presentato l’appello per il mantovano condannato all’ergastolo in Kenya
NAIROBI. È stato presentato all'Alta Corte della città di Kisumu, in Kenya, il ricorso in appello dell'italiano Paolo Camellini contro la sentenza di primo grado che lo ha condannato all'ergastolo da scontare in un carcere keniota.
Camellini, cinquantenne imbianchino della provincia di Mantova, è stato giudicato colpevole di abusi sessuali su un bambino di tre anni, figlio adottivo dell'ex moglie keniana. L'uomo si è sempre dichiarato innocente e i parenti in Italia ritengono sia vittima di un complotto ordito proprio dalla ex consorte.
«L'Alta Corte criminale di Kisumu ha finalmente accettato la nostra richiesta di appello – ha confermato all'Ansa l'avvocato del turista italiano, Isaac Okero – attendiamo tempi e modalità del nuovo processo. Siamo fiduciosi, abbiamo segnalato ai giudici molte lacune e incongruenze durante le indagini che hanno portato all'incriminazione di Camellini».
Okero ha confermato che il suo assistito viene trattato bene, nel carcere di massima sicurezza di Kodiaga. Nei prossimi giorni l'Alta Corte potrebbe esprimersi sulla cauzione da versare per ottenere la libertà provvisoria in attesa della nuova sentenza.
