La Cartiera di Mantova non riparte: stop di un’altra settimana
MANTOVA. Dopo lo stop per manutenzione impianti partito una settimana prima del previsto, ora la decisione di protrarre la chiusura dello stabilimento per un’ulteriore settimana. Questa la decisione presa nelle scorse ore dai vertici della cartiera Pro-Gest di Mantova che avrebbe dovuto riavviare la macchina continua a inizio di questa settimana.
Decisione obbligata alla luce dei continui rincari energetici per seguire l’evolversi della situazione prezzi nelle prossime giornate. Per i lavoratori al momento si tratta di smaltire le ferie arretrate dopo che la maggioranza ha lavorato ad agosto impiegata nella manutenzione degli impianti nello stabilimento di viale Poggio Reale. Intanto le Rsu della Slc Cgil sono pronte a chiedere un incontro all’azienda per approfondire la situazione e i suoi possibili sviluppi.
Dal canto suo l’azienda ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Come è noto, tutto il settore cartario si trova oggi ad attraversare un momento di particolare instabilità. L'andamento del prezzo del gas è ormai arrivato a livelli inediti ed è costantemente monitorato da parte nostra, in cerca di segnali positivi che possano consentirci di guardare con fiducia ai prossimi giorni e riprendere le attività delle cartiere prima possibile. La stabilizzazione dei prezzi del gas su livelli così alti ci consegna però al momento uno scenario ancora insostenibilmente incerto in cui l'aumento inevitabile dei prezzi della carta potrebbe non essere assorbito dal mercato. In tutte le sedi stiamo sottolineando la necessità di affrontare quanto prima il problema in modo deciso ed efficace. La situazione attuale infatti sta fortemente condizionando la competitività internazionale dell'intero settore cartario italiano. Oggi ci troviamo a dover competere con paesi europei ed extra-europei che non risentono di aumenti di prezzo significativi. È fondamentale che la politica, nonostante l’incertezza legata alle elezioni, si muova per evitare una perdita di competitività che sarebbe dannosa per tutto il sistema produttivo nazionale».
