Qualità dell’aria nelle scuole, il controllo nel Mantovano slitta: non sarà prima del rientro in aula
MANTOVA. I presidi dovranno chiedere ad Arpa o ad Ats il controllo della qualità dell’aria negli ambienti delle loro scuole. È una delle pochissime forme di controllo preventivo anti- Covid rimasta in piedi dopo l’eliminazione dell’uso di mascherine, della Dad per i ragazzi positivi, della distanza minima tra i banchi e del l’obbligo di green pass per i docenti. Il problema è che a meno di due settimane dal ritorno in aula di studentesse e studenti ancora non è chiaro chi effettivamente dovrà svolgere i controlli. E ancora occorre stabilire cosa esattamente andrà controllato: alcuni ambienti a campione o tutte le aule, i laboratori e le palestre di ogni edificio scolastico?
Appare chiaro che questi controlli, realisticamente, non verranno fatti. Nella migliore delle ipotesi il monitoraggio riuscirà al massimo a muovere i primi passi con l’inizio delle lezioni, ma si tratterà di un lavoro molto impegnativo, che richiederà tempo, personale e , ovviamente risorse. Con questa tempistica, inoltre, i tecnici di Ats Val Padana a o di Arpa dovranno effettuare i rilevamenti con le scuole già al lavoro. Il che non rende più semplice la cosa.
Le linee guida inviate dal Ministero dell’istruzione e della ricerca alle scuole a metà agosto sono ancora oggetto di confronto tra Regioni e lo stesso ministero, proprio perché l’applicazione di queste indicazioni è apparsa piuttosto complicata. Già la scorsa settimana l’Associazione nazionale presidi (Anp) aveva segnalato che i presidi di alcune scuole che avevano contattato Arpa per concordare il monitoraggio dell’aria, si sono sentiti rispondere che questa attività non rientra nelle competenze dell’Agenzia regionale.
In effetti, questo dipende anche dalla Regione di appartenenza. In Lombardia, ad esempio, non è ancora stato stabilito se ad occuparsi della vicenda sarà Arpa o la ministeriale Ats. Alcuni istituti mantovani hanno già preso contatto informalmente con Ats Val Padana ma l’agenzia sanitaria ancora non sa se questo compito spetterà a lei o ai cugini di Arpa. Il lavoro che attende i tecnici è voluminoso. Le autonomie scolastiche nel Mantovano sono una cinquantina, ma gli edifici scolastici sono molti di più. I comprensivi di città, ad esempio, hanno una media, alcune elementari e altrettante materne a testa. In provincia hanno sedi in più comuni e frazioni. Controllare la qualità dell’aria di tutto questo patrimonio per essere poi in grado di stabilire quali scuole possono limitarsi ad aprire periodicamente le finestre per purificare l’aria e quali necessitano di dispositivi aggiuntivi di sanificazione, richiederà molto tempo.
