La passione per le moto e l’informatica, il papà di Giovanni: «La telefonata poco dopo le 2.30 dai suoi amici e la nostra vita è cambiata per sempre»
Era pieno di vita, appassionato di nuoto, parkour e informatica Giovanni Zanier, spirato nella notte fra sabato e ieri alla rotonda di via Roveredo a Sant’Antonio di Porcia. A 15 anni aveva amici, sogni e tanti progetti infilati nello zaino del futuro.
«Non mi rendo conto di averlo perso» sussurrava ieri papà Sergio Zanier, la voce rotta dallo strazio, provando a spiegare, a pochi metri dalla rotonda, quanto sia difficile accettare la morte di un figlio travolto alle spalle al buio da un’auto, di un ragazzo pieno di vita e aspettative. Al di là delle responsabilità «non mi tornerà indietro» avrebbe detto più tardi la mamma distrutta dal dolore.
La telefonata nella notte
Di Giovanni restano le foto sui social che tanto amava: lo si trova sul suo profilo TikTok con una felpa, il cappuccio tirato su, il cellulare in mano e la musica che vibra sulla colonna sonora dell’adolescenza. «Una telefonata poco dopo le 2.30, nella nostra casa di via Vallona a Pordenone, ci ha cambiato la vita per sempre – ha proseguito il padre -. Lavoro all’Electrolux, mia moglie Barbara in un’azienda a Cordenons, siamo una famiglia unita. Giovanni pensava di cambiare scuola e trasferirsi dalla Centro storico alla Lozer. Il progetto era di frequentare anche i corsi al Villaggio del fanciullo. Giovanni era “pulito”, l’esame del sangue all’ospedale non ha rilevato alcol o altre sostanze. Aveva scoperto il valore dell’amicizia e passava le serate con gli amici a Sant’Antonio di Porcia. Seguiva anche il fratellino quando io e Barbara eravamo al lavoro».
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Le voci degli amici
Era buio, intorno alla rotonda, quando l’impatto violento dell’auto ha sbalzato Giovanni di qualche metro: sulla strada è calato un silenzio irreale, rotto solo dalle sirene dei mezzi di soccorso. «Gli amici di Giovanni ci hanno telefonato nel cuore della notte – ha ricordato Sergio Zanier – per dirci che era successo un incidente e siamo corsi». Poi tutto è stato inghiottito dal buio pesto di una notte che ha tracciato la linea di confine del tempo tra la vita, la speranza e la fine. Si è consumato il dramma che i due amici di Giovanni hanno vissuto da testimoni, illesi ma segnati per sempre, dopo una serata di divertimento tra amici. «Giovanni è una stella e veglierà sulla sua famiglia» ha sussurato un ragazzo ai cronisti ieri mattina, a pochi metri dalla rotonda.
I sogni spezzati
«Era appassionato dei saperi pratici – ha raccontato ancora il padre Sergio – e bravo a gestire i programmi al computer. Non avevamo ancora presentato la domanda per il passaggio alla scuola Lozer: avremmo dovuto farlo in questi giorni». «La foto di Giovanni è già un simbolo, sul perimetro di questa rotonda – ha spiegato Cristian, un amico di famiglia che ha accompagnato il papà sul luogo dell’incidente -. Ci stringiamo nel dolore». Nei cuori resta la bellezza e la fragilità degli adolescenti, con gli slanci e gli imprevisti dell’età. In un attimo la strage su strada ha annullato tutto e rimane il silenzio profondo per riflettere sul valore della vita, che non è mai scontata.
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Cordoglio in ospedale
Il dolore per l’investimento di sabato notte ha coinvolto l’ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone, dove Ada Zanier, la zia di Giovanni, stimata dirigente medico di Medicina interna, sin dal mattino ha ricevuto attestazioni di cordoglio e solidarietà da colleghi e conoscenti. Pietro Tropeano, in particolare, presidente del consiglio comunale di Pordenone, le ha ribadito la propria stima e il dolore, proprio e della città. La dottoressa Zanier ha trascorso la giornata a stretto contatto con suo fratello e suo cognata, trovando anche il tempo di ricordare Giovanni non nel suo ultimo giorno, ma nei 15 anni di un’esistenza speciale: «Era un ragazzo allegro, autonomo, che amava la compagnia. Amava i computer e immaginava già un futuro nel mondo del lavoro».
Lascia un grande vuoto, Giovanni e quella sensazione che non ci sia nulla da fare se non cercare di trovare la forza, nel buio della notte e di quella rotonda, per riuscire ad andare avanti.
