Una serata con gli amici, la strada poco illuminata e poi la tragedia: così è morto Giovanni, travolto da un’auto a 15 anni
Una serata in compagnia degli amici, facendo tardi, godendosi un sabato sera d’estate a poche settimane dall’inizio della scuola. Un momento di gioia trasformatosi in tragedia nel cuore della notte. Non erano ancora le 3 quando al comando dei carabinieri di Pordenone è arrivata la richiesta di soccorso. Giovanni Zanier, 15 anni, è morto durante il trasporto all’ospedale dopo essere stato investito da un’automobile, lungo via Roveredo a Sant’Antonio di Porcia, all’altezza del “famigerato” incrocio con via Lazio.
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La conducente della Volkswagen Polo che ha investito l’adolescente è una cittadina americana, 20 anni, militare della base di Aviano. Si è immediatamente fermata, in stato di shock ha prestato i primi soccorsi al ragazzino, ha detto ai testimoni che si sarebbe fatta carico di tutto. Vista la gravità delle conseguenze dell’incidente, è stata arrestata con l’accusa di omicidio stradale, fascicolo aperto dal pm di turno Andrea Del Missier. È stata portata all’ospedale e sottoposta ai test alcolemici e tossicologici. Ora si trova agli arresti domiciliari nella sua abitazione all’interno della base aeronautica.
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La giovane non ha visto quella maledetta rotonda, che ha sostituito da diversi anni il semaforo a un’intersezione da sempre pericolosa. Proprio lì rimase vittima di un terribile incidente un noto dirigente calcistico locale, che tuttora si trova costretto in sedia a rotelle, proprio lì la mattina prima dell’investimento del ragazzo si era verificato un altro sinistro, cosa che ha complicato il compito degli inquirenti – ai carabinieri di Pordenone hanno dato man forte quelli della stazione di Fiume Veneto per la viabilità –: difficile distinguere i segni del primo da quelli del secondo schianto.
Di certo quello della notte tra sabato e domenica è stato il più devastante. La cittadina americana non è stata certo aiutata dal buio pesto che avvolgeva la zona: da alcuni mesi, per le politiche di risparmio energetico decise dal Comune, i lampioni stradali vengono spenti alle 2 del mattino. Quando è stato travolto alle spalle dalla macchina, Giovanni Zanier ha avuto la sventura di trovarsi proprio lì, in quel momento. Stava percorrendo la pista ciclabile parallela a via Roveredo verso la Pontabbana, portando a mano una bicicletta, mentre chiacchierava con un paio di coetanei, rimasti miracolosamente illesi, ma che si sono visti morire l’amico a un passo da loro. Uno strazio troppo grande per chiunque, figuriamoci per due adolescenti.
Sul posto sono arrivati presto i vigili del fuoco dal comando di Pordenone e i sanitari: un’automedica, un’ambulanza, l’elisoccorso. Hanno tentato di rianimare Giovanni per oltre mezz’ora, ma le lesioni erano troppo gravi. Sbalzato con la testa sul parabrezza e quindi sull’asfalto, il ragazzino non ce l’ha fatta. Lascia papà Sergio, dipendente dell’Electrolux, la mamma Barbara Scandella e un fratellino di 10 anni. Con loro abitava in via Vallona a Pordenone.
