Guida ai passaggi segreti in città: come perdersi...per fare prima
MANTOVA. Vagare su brevi itinerari minori nelle vie e nei giardini (e anche attraverso il duomo) del centro di Mantova, fare i flâneur, lenti e annoiati. Oppure, se si va di premura, in qualche caso scegliere questi itinerari come scorciatoie perlopiù deserte. Ce ne sono diverse, sebbene per il momento un paio non conducono a nulla, perché interrotte dai lavori in corso.
Esempio è il Sottoportico dei Lattonai, chiuso da tempo da una parte e dall’altra, in piazza Erbe e in piazza Broletto accanto alla statua di Virgilio in cattedra (detta anche, nei secoli scorsi e da qualcuno ancora oggi, “la vècia Màntua” o, dai più raffinati, “la vècia Manto”). Sottoportico che era un vicolo a cielo aperto, dove qualcuno si è sognato che esistesse la bottega dello speziale in cui Romeo, nella tragedia di Shakespeare, comprò il veleno per uccidersi.
Altro passaggio impedito è quello che da piazza Viterbi, passando per vicolo Varrone (girando per il tratto del soppresso vicolo Tramontana, fresco, dove si intrufola il vento del nord) consentirebbe di arrivare al lago Inferiore (o lago di Sotto), se non fosse che all’ultimo centimetro, in vicolo Dogana, l’accesso è chiuso a causa della grande buca dove si sta costruendo il parcheggio Apcoa.
Pochi metri prima, su una casa, appare il vecchio numero civico su targa in marmo: 2853, così sembra di leggere, che risale al 1839.
Per non fare un giro del papa intorno a Sant’Andrea, molto usato è il passaggio che da piazza Mantegna, salendo la scalinata della basilica e girando subito a sinistra, porta in piazza Leon Battista Alberti. È un percorso relativamente recente, 70 anni fa non esisteva. Alla fine degli anni ’50 si escogitò la scorciatoia: la prima idea, scartata, era di passare non dove si passa adesso ma per dove adesso c’è un negozio, un po’ prima del tabaccaio. Andando da Sant’Andrea a San Pietro, il duomo, si dà un’occhiatina all’imbocco dei Sottoportico dei Lattonai. Arrivati in piazza Sordello davanti al duomo, per andare in piazza Canonica di San Pietro, o si fa il giretto sulla destra intorno per un tratto di via San Giorgio e per vicolo Gallo, oppure si entra nella cattedrale – è questa lo scorciatoia – e si prende la navata sinistra e il corridoio che conduce al santuario di Santa Maria dei Voti o dell’Incoronata. Descrivere il percorso è complicato, ma farlo è semplice: in fondo sulla destra c’è una porta, poi un atrio dove c’è la statua di San Giovanni Nepomuceno e dopo qualche metro si sbuca in piazza Canonica.
Altro giro interessante è quello – dentro il perimetro del vecchio ghetto – che da via Bertani conduce a piazza Sermide passando da via Governolo e via Norsa. O, all’incontrario, da via Dottrina Cristiana entrando in piazza Sermide e girando per via Norsa e via Governolo.
Altro passaggio è quello che da piazza Sordello va in via Rubens (già via Corte) attraversando piazza Lega Lombarda (detta popolarmente piazza Pallone) che non è una piazza ma un bel giardino tranquillo, abitato anche da una comunità felina, gatti timidi e timorosi degli esseri umani. Nessun piccolo felino, per quanto ne sappiamo, vive invece ai giardini Valentini, scorciatoia romantica da corso Vittorio Emanuele II (Pradella) a via Chiassi dopo avere percorso via Viani.
