Il pubblico affolla sale e arene del Mantova Film Fest: «C’è ancora fame di cinema»
MANTOVA. Tra sale e arene affollate, il MantovaFilmFest arriva al giro di boa nel nome di Catherine Spaak. Il sabato di proiezioni si è infatti aperto con “La voglia matta” (1962), terzo film della retrospettiva dedicata a Luciano Salce che vede come protagonista femminile una giovanissima Spaak, capace di far perdere la testa al quarantenne industriale del nord interpretato da Ugo Tognazzi.
Come per ogni opera della retrospettiva, il film è stato introdotto da Salvatore Gelsi, presidente dell’associazione Mantova Film Studio, insieme a Germano Maccioni, regista bolognese da tempo consulente e collaboratore del festival, quest’anno anche nel ruolo di maestro di cerimonie: a lui il compito di accompagnare i film e gli ospiti di questa quindicesima edizione.
Come sta andando questo festival? «Siamo contenti – sorride Maccioni – La risposta del pubblico è decisamente buona, è bello vedere tante persone che fin dal pomeriggio si mettono in coda anche per Salce o per un documentario di cui magari sanno poco. È segno che il pubblico è curioso e ha fame di cinema, al MantovaFilmFest trova nutrimento» E sulle opere prime: «Manifestazioni come questa sono linfa vitale per i registi esordienti – argomenta Maccioni – perché offrono un’opportunità in più di far incontrare i loro lavori con il pubblico, a maggior ragione dopo due anni terribili di chiusure e pandemie. Il festival ci fa capire che il cinema, nonostante tutto, non si è fermato in questi anni».
La giornata del 20 agosto è proseguita con il concorso dedicato alle opere prime: nel pomeriggio le repliche di “Querido Fidel” di Viviana Calò e di “Una femmina” di Francesco Costabile; in serata invece ecco “Marcel!”, esordio alla regia dell’attrice Jasmine Trinca, e “Settembre”, primo film diretto dalla sceneggiatrice Giulia Louise Steigerwalt, rispettivamente nell’arena del Mignon e nel chiostro del conservatorio Campiani.
Una giornata quasi tutta al femminile, se si considera che anche l’opera prima internazionale di ieri è stata co-diretta da una donna: si tratta di “Generazione Low Cost” (originale “Rien à foutre”), di Julie Lecoustre ed Emmanuel Marre, come sempre in cuffia e lingua originale con sottotitoli. A completare il programma, l’interessante e autobiografico documentario “L’età dell’innocenza” di Enrico Maisto, visto all’auditorium del Conservatorio nel secondo pomeriggio.
Con la giornata del 21 agosto il festival si avvia verso il gran finale (la sera del 22 agosto la premiazione nel chiostro del Campiani). Saranno presentati gli ultimi due esordi italiani in concorso: “Piccolo corpo” di Laura Samani (ore 21 arena Mignon) e “Le voci sole” di Marco Scotuzzi e Andrea Brusa. Quest’ultimo sarà l’ospite di giornata e presenterà il film al pubblico prima della proiezione in programma alle 21.30 nel chiostro del Conservatorio.
A completare il programma della domenica, per la retrospettiva ecco “La pecora nera” (1968) con un doppio Vittorio Gassman nel ruolo di due gemelli, a seguire le repliche di “Settembre” e “Marcel!”, per chiudere col documentario “Giovanna-Storie di una voce” di Chiara Ronchini e con l’opera prima internazionale “Flee”, film documentario d’animazione candidato agli ultimi Oscar.
