Stufe a legna, pellet e caccia alle offerte: i bellunesi strateghi contro il caro energia
BELLUNO. Caro energia, i bellunesi cercano soluzioni. Le bollette di gas e luce sono aumentate, raddoppiate o addirittura triplicate: in vista di un inverno che si annuncia difficile, i cittadini – qui rappresentati da un campione di persone incontrate al mercato del sabato – si muovono per trovare il modo migliore per ovviare al problema.
Non è residente, ma ha una seconda casa in Nevegal, Elvio Guarnier. «Mi scaldo con la legna e il riscaldamento elettrico: ho i pannelli fotovoltaici e usufruisco della corrente che producono d’estate», racconta. «Rispetto all’anno scorso, la bolletta della corrente è raddoppiata. La legna invece la recupero personalmente e gratuitamente in zona dalle piante abbattute da Vaia: non la devo comprare, ce l’ho già in casa».
Non ha invece una risposta la signora Amalia, che sottolinea non solo «le bollette triplicate», ma anche che «i pellet e la legna sono raddoppiati». In cerca di soluzioni opportune anche Paolo Mazzer e Michela Onnis. «Ci siamo accorti adesso del caro bollette», comincia lui. «L’anno scorso abbiamo cambiato operatore: per un anno abbiamo avuto tariffa fissa a 4 centesimi per kilowattora, da giugno siamo tornati alla tariffa normale di 21 centesimi. L’energia elettrica è aumentata più del doppio. Il gas anche è raddoppiato, se non triplicato. Per l’inverno stiamo pensando di andare da un geometra e mettere un camino». «L’ideale sarebbe diversificare le fonti», aggiunge lei, «cercando di capire dove conviene attingere».
Qualche suggerimento pratico arriva dai coniugi Danilo D’Isep e Roberta Peruz. Prima dei rincari, dichiara il marito, «di luce pagavamo circa 60-70 euro a bimestre. Poi abbiamo avuto una bolletta di oltre 200. Ultimamente abbiamo cercato di fare un po’ di economia, attestandoci sui 140. Noi utilizziamo il boiler, abbiamo cercato di accenderlo in orari più ridotti», inserendo, precisa la moglie, «un timer in modo che si accenda in automatico». La soluzione funziona, e i due la adotteranno anche d’inverno: «Di notte non lo utilizziamo. Lo terremo acceso alcune ore la mattina, e poi al bisogno quel tanto che basta per scaldare l’acqua».
Vengono da Cencenighe Patrizia Costa e Sara Farenzena, madre e figlia. «Abbiamo la stufa a legna», inizia la più giovane, «utilizzeremo quella più del riscaldamento a gasolio. Che costa molto, nonostante noi in alta montagna abbiamo degli sconti, che però purtroppo quest’anno non sono sufficienti. Per fortuna riusciamo a far fronte a questo: ci arrangiamo andando nel bosco a tagliare la legna». «Abbiamo la sicurezza dello stipendio ogni mese», aggiunge l’altra, «quindi riusciamo a gestire un po’ tutto. Oltre a far legna, abbiamo la cucina economica, così da risparmiare sul gas».
«Ci aspettiamo qualche intervento che possa calmierare in prezzi. Però siamo, volenti o nolenti, disponibili a fare dei sacrifici per non avere dei costi insostenibili, magari diminuire di qualche grado il riscaldamento», risponde Aurea Rotondo. «Gli aumenti, del gas soprattutto, sono stati del 20-30%. E purtroppo sembra saliranno ancora. Fonti alternative? Sono interventi che si sarebbero dovuti fare anni fa. Adesso è difficile, di punto in bianco, decidere di cambiare completamente il sistema di riscaldamento, anche perché siamo anziani».
Per una virata ha invece optato Lucilla Piacentini: «Ho cambiato le utenze, puntando sulle energie alternative. Per la luce ho scelto di passare da Eni all’eolico. Mentre per il gas mi sono iscritta con la Coop. In casa poi abbiamo le finestre con vetrocamera per contenere le spese. Tutto questo perché le bollette sono triplicate».
Massimiliano Salvador, infine, «preoccupato dall’andamento attuale e futuro», conterrà l’utilizzo di luce e gas nei limiti del possibile: «Per rispondere a bollette che sono sostanzialmente raddoppiate, cercherò sempre di avere dei consumi oculati, ma ovviamente bisogna soddisfare le proprie esigenze indispensabili».
