Abano Terme, le agenzie straniere annullano i viaggi: «In Italia l’acqua viene razionata»
ABANO TERME. Caro energia, siccità, incertezze economiche e pandemiche. Per gli albergatori di Abano e Montegrotto il periodo è di apprensione per il futuro. «Stiamo lavorando in perdita», tuona il presidente di Federalberghi Terme, Emanuele Boaretto. «Ogni imprenditore chiude il mese con delle perdite da ripianare, perché i rincari non consentono nemmeno di arrivare al pareggio di bilancio».
BOLLETTE ALLE STELLE
Sono le bollette dell’energia elettrica a preoccupare gli imprenditori. «Stiamo parlando di bollette che sono aumentate di due volte e mezza», dice Boaretto. «Così non si può andare avanti. Ci sono alberghi che sono passati da 12 a 22 mila euro al mese» aggiunge il direttore di Federalberghi Terme, Marco Gottardo «La bolletta di giugno è stata disastrosa, anche considerando l’utilizzo pesante dell’aria condizionata».
Gino Buja, titolare dell’Hotel Bristol Buja di Abano, spiega: «Siamo passati da bollette da 40 mila euro agli attuali 95 mila euro. O si fa qualcosa, o conviene chiudere e portare i libri in tribunale». Ed Elvio Turlon dell’hotel Salus di Abano aggiunge: «L’ultima bolletta è aumentata del 30%, tanto che ci sono arrivati da pagare 9.500 euro. Non è possibile lavorare in perdita».
Rocco Sbirziola, titolare degli hotel Roma e Helvetia di Abano è chiaro: «Al Roma siamo passati da 18 a 39 mila euro di energia elettrica, mentre all’Helvetia da 23 a 56 mila euro. È aumentata anche la bolletta dell’acqua, lievitata da 2.500 a 7 mila euro. Il gas è volato da 2.000 a 5.000 euro. Abbiamo fatto un calcolo: perdiamo ogni mese circa 60 mila euro e quindi stiamo pensando di tenere chiuso un hotel per non deragliare del tutto». «A questi aumenti bisogna aggiungere quelli delle materie prime alimentari, cresciuti in un niente di almeno il 20-30%», annota ancora Boaretto.
CREDITO D’IMPOSTA
Marco Maggia, vicepresidente nazionale di Federterme, mette anche in guardia. «La beffa è che hanno diritto al credito d’imposta quelle strutture che hanno fatto registrare una perdita del 30% nel primo trimestre», osserva. «Chi aveva i costi bloccati da contratto e questo è ora scaduto è quindi stato beffato e non ne ha diritto nemmeno in questo secondo semestre. Detto questo si salva solo chi ha fatto contratti bloccati per almeno uno o due anni».
SICCITA’
Ma è anche la siccità a segnare il passo per gli imprenditori alberghieri.
«Da me, al Millepini, abbiamo ricevuto in questi giorni una telefonata da parte di un’importante agenzia di viaggi tedesca che ha annullato la vacanza per un gruppo di una quindicina di person, perché, secondo le notizie che arrivano in Germania, in Italia è razionata l’acqua», svela Boaretto. «In Germania arrivano immagini del Po in secca e le notizie che molti Comuni stanno tagliando le forniture di acqua: scenari che preoccupano le agenzie e i turisti, che vedono il nostro Paese al momento non più come meta ideale di vacanza. Ci mancava anche questa. Senza dimenticarci il ritorno di fiamma della pandemia. Insomma, le prenotazioni per Ferragosto sono rallentate e alcuni hotel stanno posticipando la riapertura da inizio agosto al 10 dello stesso mese».Quindi cosa fare? «Serve che le istituzioni e le multiutility ci vengano incontro e che con i comuni si porti finalmente avanti un progetto sull’energia sostenibile», conclude Boaretto. ––
