Gas, la Russia riattiva il gasdotto Nord Stream: “Forniture al 40%”. E pure il Portogallo boccia il piano Ue sul taglio dei consumi del 15%
La Russia, come annunciato, ha riattivato stamattina il gasdotto Nord Stream. L’impianto è tornato in funzione dopo la chiusura dello scorso 11 luglio, resasi necessaria per la manutenzione e che aveva creato timori nel Vecchio Continente. Il gas dalla Russia, dunque, ha ripreso a fluire verso la Germania e da lì nel resto dell’Europa. L’agenzia Tass riferisce che sono stati richiesti volumi pari a quelli forniti prima della temporanea chiusura, cioè per circa 67 milioni di metri cubi al giorno, che equivalgono al 40% del tasso di utilizzo del gasdotto. Secondo l’operatore ucraino per il trasporto del gas Ogtsu, continuano anche le forniture della Gazprom attraverso l’Ucraina, che oggi dovrebbero arrivare a 42,4 milioni di metri cubi. Mosca, in questo senso, ha “respinto categoricamente come false le accuse di ricatti rivolte all’Europa, siamo pronti a rispettare gli impegni presi” ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. Che ha aggiunto: “Restiamo cruciali per la sicurezza energetica dell’Europa”.
E a proposito di Gazprom, per quanto riguarda l’Italia, la multinazionale russa ha “comunicato per oggi la consegna di volumi di gas pari a circa 36 milioni di metri cubi, a fronte di consegne giornaliere pari a circa 21 milioni di metri cubi effettuate nei giorni scorsi”. A dirlo è stata Eni. In pratica, rispetto a ieri, c’è stata una crescita del 71,4%. Eni ha fatto sapere che si riserverà di comunicare “eventuali aggiornamenti nel caso in cui vi fossero ulteriori variazioni significative nelle quantità in consegna comunicate da Gazprom”.
Intanto, sul fronte europeo, anche il Portogallo, dopo la Spagna, ha bocciato il piano di Ursula von der Leyen di ridurre la domanda di gas del 15% tra il primo agosto 2022 e il 31 marzo 2023. Lisbona è “completamente contraria” alla proposta di Bruxelles, perché è “sproporzionata” e “insostenibile”. Ad affermarlo, stamattina, è stato il segretario di Stato per l’Ambiente e l’Energia portoghese, Joao Galamba, parlando alla stampa nazionale. Il piano presentato ieri dalla Commissione Ue “non tiene conto delle differenze tra i Paesi” e “ignora che il Portogallo non ha interconnessioni con il resto d’Europa”, ha evidenziato Galamba. La proposta sarà discussa in questi giorni dagli ambasciatori dei Paesi Ue a Bruxelles.
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