Pellegrino scomparso in Francia: due giorni fa stava bene e proseguiva verso Santiago
È sicura al 100%, Regine: il ragazzo che l'altro ieri ha dormito al suo ostello a sud di Arles, in Francia, è Adriano Pacifico. È sporco, senza soldi, ma sta bene. Ha ancora la sua bicicletta e prosegue il pellegrinaggio verso Santiago de Compostela come si era prefissato quando è partito da Modena il 3 luglio scorso. Intanto, sua madre Grazia Mansueto lotta per mettersi in contatto con lui, scontrandosi con la polizia francese che non indaga, continuando la raccolta di informazioni porta a porta e dirigendo in queste ore l'automobile verso l'ultimo avvistamento del figlio.
«È stato rapinato? Ha perso il portafogli? Ha ancora i documenti?», sono queste le domande che si pone ad alta voce Grazia, mentre col compagno Antonio viaggia verso Arles, e si scontra ancora con le forze dell'ordine locali, che a suo dire non indagano abbastanza e non le danno informazioni. Già ieri, il quotidiano francese Var-Matin aveva dato buone notizie, ottenendo immagini inequivocabili di una telecamera di sicurezza all'interno dello shop di un distributore di benzina a Ollioules. La persona che chiede in prestito 1 euro per acquistare una bottiglia d'acqua è sicuramente Adriano: ha la sua fisionomia, porta i suoi vestiti e si trova in un punto compatibile con la via francese per Compostela.
Ma come fa Regine ha sapere per certo che quattro giorni dopo, è proprio questo il ragazzo che si è fermato da lei? È sicura perché fornisce dettagli difficili da conoscere se non si è parlato con Adriano stesso o uno dei suoi famigliari, come per esempio il fatto che prima di intraprendere in bicicletta il Cammino di Santiago vero e proprio, il pellegrino aveva fatto un itinerario di prova in Romagna, passando per Rimini. Poi, conferma il suo nome, la bicicletta e la canottiera da basket gialla che indossava nella prima parte del viaggio.
