Piazza Affari piegata dal caos politico (-2%). Gli analisti: “A rischio lo scudo anti-spread della Bce”
La Borsa di Milano fa i conti con il caos politico. Dopo una partenza in forte rosso, Piazza Affari incrementa le perdite e a un’ora dall’avvio cede oltre due punti percentuali (-2,14%) confermandosi peggior listino in Europa. Francoforte è in regresso di un contenuto -0,42% mentre Parigi e Londra arretrano rispettivamente dello 0,30% e dello 0,50%.
A Milano, a essere colpite dalle vendite sono soprattutto le banche. I titoli del settore soffrono l’incertezza scatenata dal ko del governo Draghi e cedono pesantemente terreno. Molto male fanno Intesa Sanpaolo (-4,63%), Unicredit (-5,85%) e Generali (-3%). Intanto lo spread vola in alto e supera quota 240 punti base. Ieri il differenziale tra i titoli a dieci anni di Italia e Germania aveva chiuso a 220 punti.
Gli analisti parlano di errore politico e vedono crescere la volatilità sul mercato italiano. Annalisa Piazza, Fixed-Income Research Analyst di Mfs Investment Management definisce quella di ieri come «una giornata surreale in cui i partiti più populisti hanno cercato di fare mosse tattiche per riguadagnare un pò della popolarità perduta (sia la Lega che il Movimento Cinque Stelle hanno ottenuto punteggi a una cifra negli ultimi sondaggi)». L’esperta parla di «chiaro errore politico» che ha portato alle dimissioni di Draghi.
Per Piazza, quello attuale è «il peggiore esito della crisi iniziata la scorsa settimana e si prevede una maggiore frammentazione. Il Presidente Mattarella potrebbe decidere di sciogliere il Parlamento già la prossima settimana, dopo aver consultato i Presidenti delle due Camere. Si potrebbe tentare di formare una maggioranza di governo alternativa o di nominare Draghi come commissario. Riteniamo improbabile che entrambi gli scenari si verifichino».
I rischi sono visti anche sullo strumento anti-spread della Bce. «Nel breve termine, l'esito degli sviluppi politici potrebbe aumentare ulteriormente la confusione sullo strumento anti-frammentazione della Bce, che non è chiaramente finalizzato a ridurre il rischio politico – prosegue l’esperta -. Nel frattempo, la Bce si troverà in una situazione molto scomoda quando i rischi di rallentamento della crescita italiana (insieme all'intensificarsi di condizioni di finanziamento più severe) si riverseranno su altre economie dell'Eurozona (quelle con i legami commerciali più profondi saranno le prime a risentirne). Aumenterà anche il rischio di un deterioramento nella trasmissione delle politiche, indipendentemente dai fattori che ne sono alla base».
Proprio per oggi, è in programma il meeting Bce in cui Christine Lagarde, a capo dell’Istituto centrale, molto probabilmente comunicherà i dettagli sul piano anti-frammentazione.
Intanto il nervosismo è alle stelle. Per l’esperta, è probabile che nelle prossime settimane lo spread Btp/Bund si allarghi. «Escludiamo che lo spread raggiunga i livelli visti durante la Crisi Finanziaria Globale o nel 2018-19, quando si discutevano le questioni esistenziali dell'Eurozona ma è certo che ulteriori incertezze saranno scontate nei prezzi» conclude.
«Le conseguenze principali che vediamo a livello di mercato sono una risalita dello spread per l’incertezza politica (anche se ci aspettiamo un intervento mitigante da parte della Bce e quindi senza superare i 326 punti base toccati con la crisi del 2018), un maggiore rischio di esecuzione dei piani del Pnrr (al raggiungimento dei milestone di fine 2022 l’Italia è attesa incassare ulteriori 19 miliardi di fondi Ue, pari all’1% del Pil, mentre sul 2023 sono previsti 34 miliardi o il 2% del Pil) anche per la possibile paralisi di alcune riforme (ad esempio il dl concorrenza), un rischio di ritardi di alcuni dossier politicamente sensibili (rete unica, Rai Way/Ei Towers)» ragionano gli analisti di Equita Sim che poi aggiungono «sul Pnrr riteniamo che sia negoziabile a livello Ue un’estensione delle scadenze e che qualunque nuova coalizione di Governo abbia interesse a spingere sui progetti e riforme del Recovery Plan». Nel complesso, per Equita Sim al contesto di incertezza economica e geopolitica si unisce «una fase di turbolenza politica e un rischio di minore credibilità a livello internazionale».
