Pordenone, Magnino ha già finito le vacanze: «Così sarò più pronto la prossima stagione»
PORDENONE. È tornato dalle vacanze due giorni fa. Il tempo di disfare la valigia che già ieri, a metà mattina, era al De Marchi: in agenda il primo allenamento dopo le ferie. «Mi sono subito rimesso in moto», ha rivelato. Questo è Luca Magnino, centrocampista del Pordenone, nativo di Cordenons e reduce dalla sua prima stagione in B in carriera: l’aneddoto riassume la cifra del calciatore e di riflesso il motivo per cui la società abbia puntato e punti su di lui.
Non è dunque un caso se sia stato il centrocampista più utilizzato nel precedente torneo (34 partite) e che per lui sia pronto l’allungamento del contratto sino al 2024. «Fa piacere: sogno di diventare in futuro il capitano – ha detto –. Intanto studio dai più esperti, Stefani e Misuraca su tutti».
Magnino, si è guadagnato sul campo, con buone prestazioni, il fatto di essere stato il mediano più utilizzato dei ramarri.
«Non mi aspettavo di essere impiegato così tanto. Sono soddisfatto e penso di aver avuto un buon impatto con la categoria. Dove devo migliorare? Sulla gestione della palla e sul fatto di essere più incisivo in zona gol. Ma sono qui per lavorare. Fisicamente e tecnicamente rispetto alla serie C il livello è salito, tuttavia già a fine campionato mi sono sentito molto più a mio agio. La prossima stagione sarò più pronto».
Con il nuovo tecnico Massimo Paci, dal 4-3-1-2, si passerà al 4-4-2. Secondo alcuni lei può dare ancora di più in una mediana a due?
«Sicuramente mi piace giocare a due, anche se negli ultimi anni, anche a Salò in C, sono stato schierato come mezzala in un reparto a tre. Sono disposto a tutto, anche a fare il terzino come nella gara dello scorso campionato col Lecce: chi gioca nel Pordenone deve avere questo atteggiamento, deve essere in grado di sacrificarsi in nome del gruppo».
Suonano come parole da capitano. Le piacerebbe diventarlo un giorno
«Certo, è la squadra del mio territorio e quindi non posso non desiderarlo. Intanto prendo esempio da Stefani e Misuraca, rispettivamente il nostro capitano e il vice. Da loro c’è sempre da imparare sotto tutti i profili. E hanno fatto la storia del club».
Per lei è pronto l’allungamento del contratto: nuova scadenza a giugno 2024, un anno in più coi ramarri.
«So che se ne parla e fa piacere. Sono convinto di arriverà a trovare un accordo che sia ottimo per entrambi».
Ha sentito mister Paci?
«Non ancora, lo vedrò quando arriverà qui a Pordenone. Ogni nuova esperienza porta con sé stimoli interessanti. So che ha fatto la gavetta e sono sicuro che, anche per questo, potrà darci tanto».
Vacanze concluse?
«Sì, al massimo trascorrerò qualche giornata a Lignano. Sono stato dieci giorni con alcuni amici in Spagna. Abbiamo visitato Barcellona, Valencia, Marbella, Cadice e Siviglia. Alla mia partenza proprio a Siviglia c’erano tanti tifosi svedesi, arrivati per vedere la loro nazionale giocare con le furie rosse la prima gara degli Europei. È stato bello».
A proposito di Euro 2020: nella Primavera dell’Udinese ha giocato con Kuba Jankto, titolare nella Repubblica Ceca nella gara con la Scozia.
«Ricordo bene la sua determinazione appena arrivato in Italia. Si voleva fare notare in campo, non aveva paura di provare la giocata. In più ha lavorato sodo per imparare la nostra lingua. Non è un caso che la stagione successiva sia andato ad Ascoli in serie B e abbia fatto subito bene, tornando a Udine in prima squadra e poi andando alla Sampdoria. È un bravo ragazzo, lo sento ancora, non mi ha sorpreso la sua ascesa».
Un altro impegnato ai campionati, stavolta con la nazionale azzurra, è Alex Meret.
«Con lui ho giocato tanti anni nel vivaio dei bianconeri. È una grande persona. Cosa mi viene in mente? Che non gli facevi mai gol! Era ed è veramente forte. È un portiere completo. Si è meritato la convocazione di Mancini».
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