Vaccino ai ragazzi, cosa devono sapere i genitori prima di prenotare: le risposte del pediatra alle domande più frequenti
UDINE. Informare i giovani e coinvolgerli nella scelta. Il pediatra Paolo Lubrano, segretario regionale della Federazione italiana pediatri, rimarca l’importanza di ascoltare l’opinione dei ragazzi. Intanto, sono molti i genitori che si sono già rivolti a lui per chiedere consigli e rassicurazioni in merito all’apertura delle vaccinazioni alla fascia 12-15 anni. Ecco quali sono i principali dubbi sollevati dalle famiglie e le risposte che li chiariscono.
LA GUIDA. Via alle vaccinazioni anche per la fascia 12-15 anni: il consenso dei genitori, chi può prenotare e quando chiamare
Dottore, perché è importante vaccinare anche i più giovani ?
È importante innanzitutto perché il coronavirus si diffonde potenzialmente a tutti e qualunque ragazzo può contrarlo. Anche se negli adolescenti sono molto rari i casi in cui la malattia si manifesta in modo grave, il rischio è che senza vaccinazioni i numeri dei contagi tornino ad aumentare e il virus a diffondersi. Il secondo motivo è che non si conoscono ancora gli effetti a lungo termine del coronavirus e il terzo è che vaccinare i ragazzi consente di raggiungere un livello di copertura sufficiente per diminuire la circolazione virale, fondamentale per diminuire il rischio di sviluppare nuovi ceppi del virus potenzialmente più pericolosi. Vaccinandosi i ragazzi proteggono se stessi, uno sforzo che rientra in quello più generale, di proteggere anche gli altri.
Quali sono gli effetti collaterali del vaccino riscontrati in questa fascia d’età?
Al momento, ma tutti gli accertamenti e le verifiche sono ancora in corso, sono stati segnalati dei rari casi di infiammazione a livello del miocardio di cui però non c’è ancora la certezza che siano collegati alla vaccinazione: le miocarditi virali esistono infatti indipendentemente. Bisogna sempre tener conto del concetto di bilanciamento tra rischi e benefici: il rischio di avere un danno reale dalla malattia a fronte del rischio basso di forme di infiammazione senza danni gravi.
È sicuro il vaccino anti-Covid?
Ovviamente sì, e lo dimostrano anche i dati attuali che abbiamo a disposizione che cominciano a essere numericamente importanti. Gli effetti collaterali, ribadisco, sono estremamente rari.
Quanto dura la protezione del vaccino?
Basandoci sui dati che abbiamo a disposizione, si parla di 9 mesi di protezione.
A preoccupare i genitori sono i possibili effetti a lungo termine del vaccino non ancora conosciuti. Come rassicurarli?
Gli effetti del vaccino sono legati al momento in cui viene stimolato il sistema immunitario, quindi si palesano eventualmente a breve/medio termine diciamo entro un massimo di 15 giorni e come ho già detto si tratta di casi molto rari e senza gravi conseguenze.
Quali sono le informazioni relative alla salute dei ragazzi da segnalare in sede di anamnesi? Ci sono casi in cui è meglio evitare il vaccino?
Nella scheda richiesta prima di sottoporsi alla vaccinazione bisogna indicare tutte le patologie attuali e/o pregresse, e le terapie in corso di esecuzione. L’unica contrindicazione è avere una allergia a una o più componenti del vaccino. Si tratta di vaccini inerti che dunque non comportano dei problemi per chi ha un deficit immunitario.
Quali tipo di vaccini saranno somministrati ai più giovani?
La Commissione europea e poi l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) - come quella europea Ema- hanno approvato l'utilizzo di Pfizer BioNTech tra i 12 ed i 15 anni.
Se mio figlio ha avuto il Covid deve vaccinarsi?
Sì come per gli adulti, ci si deve vaccinare indipendentemente dal fatto che si abbia già avuto una diagnosi di Covid-19 perché non è ancora noto per quanto tempo dura la protezione dopo la guarigione. Se si è avuta l'infezione bisogna aspettare 3 mesi prima di effettuare l'unica dose prevista di vaccino. Se sono passati più di 6 mesi dalla malattia sarà necessario effettuare due dosi di vaccino.
Come cambierà la vita dei giovani?
Il vaccino darà ai giovani sicuramente una maggiore libertà in sicurezza, per se stessi e per gli altri. La cosa fondamentale però è che i ragazzi si informino e altrettanto importante è confrontarsi, parlare con loro e soprattutto ascoltarli: se un ragazzo è deciso e convinto nel fare il vaccino non bisogna negargli questa possibilità.
