Covid, crollati i decessi in regione: due in sette giorni. Non accadeva da inizio ottobre
In ritardo rispetto alla discesa della curva del contagio - come già nelle precedenti ondate - ma è arrivata finalmente, decisa, anche la riduzione dei decessi con diagnosi Covid. Negli ultimi sette giorni in Friuli Venezia Giulia se ne sono contati due (uno è stato comunicato ieri dopo quattro giorni senza vittime, non accadeva da inizio ottobre): l’incidenza è pari a 0,2 ogni 100.000 abitanti. Dati più bassi solo in Molise, Valle d’Aosta e Marche, mentre con più morti settimanali ci sono la Campania (1,6/100.000), la Toscana e l’Umbria (1,4).
In Fvg la riduzione dei morti è tanto più significativa se si tiene conto dell’alto prezzo pagato dal territorio. Per settimane, durante la seconda e la terza ondata del coronavirus, la regione ha registrato il maggior numero di decessi Covid. Il totale è ora di 3.795, con l’incidenza più alta in provincia di Udine (384/100.000), quindi Trieste (356), Pordenone (218) e Gorizia (215). Il dato Fvg (317) è il terzo più alto dopo il 381 della Valle d’Aosta e il 338 della Lombardia. La media nazionale è di 214 decessi ogni 100.000 abitanti, con sole due regioni, Sardegna e Calabria, che hanno un’incidenza sotto quota 100. I mesi peggiori per il Fvg sono stati dicembre 2020, con il picco di 804 morti, quindi gennaio 2021 (752) e marzo 2021 (466). Da marzo a settembre nell’anno scorso, nei mesi in cui il coronavirus non ha colpito più di tanto la nostra regione, furono comunicate 351 vittime, non più del 9% di un drammatico totale. Gli otto morti di metà giugno sono al momento un dato superiore solo ai tre di agosto e settembre, oltre a un luglio 2020 in cui non emersero decessi Covid.
Sul tema il Movimento 5 Stelle ha richiamato ieri i numeri del report Istat dello scorso 10 giugno che segnalano il Fvg come la peggior regione in Italia per eccesso di mortalità a gennaio e marzo 2021 rispetto alla media del quinquennio 2015-2019. In particolare, Udine ha la più alta percentuale in Italia di aumento dei decessi nel periodo gennaio-febbraio rispetto agli stessi mesi del 2015-2019 e del 2020; la provincia friulana e quella di Gorizia sono tra quelle con la più alta incidenza di nuovi casi nei primi tre mesi dell’anno. «I 2.154 decessi di gennaio 2021, che non riguardano solo il Covid, ma tutte le cause – rimarcano i consiglieri pentastellati Andrea Ussai e Cristian Sergo –, sono stati il 38,5% in più rispetto alla media dello stesso mese nel periodo 2015-2019. E a marzo, con 1.764 decessi, siamo tornati a essere tristemente primi per incremento rispetto al quinquennio considerato, con un +30,4%».
È una situazione «che denunciamo da mesi e sulla quale abbiamo chiesto a più riprese chiarimenti all’assessore Riccardi, il quale ha sempre cercato di “diluire” i dati con quelli della prima ondata, effettivamente meno pesanti per il Fvg – conclude Ussai –. Le nostre domande, ma soprattutto i cittadini, attendono ancora una risposta. Per questo abbiamo chiesto che alla nostra interrogazione, depositata già a gennaio, venga data risposta alla prima occasione utile in commissione».
Il bollettino sulle 24 ore informa intanto di ulteriori 12 contagi (10 da tampone molecolare, 2 da test rapido antigenico) con un rapporto positivi/controlli di poco superiore al 1%. L’incidenza territoriale rimane ampiamento sotto la soglia di 50/100.000, quella della zona bianca: il Fvg è a 13, la provincia di Udine a 5, Pordenone a 12, Gorizia a 15, Trieste a 27. Negli ospedali sono ricoverati 13 pazienti, di cui tre nelle terapie intensive.
