Imu e Tasi non pagate negli anni scorsi a Trieste, Esatto recupera 3,3 milioni
TRIESTE. Nel primo semestre Esatto, la società 100% Comune incaricata di incassare i tributi municipali, ha recuperato 3,3 milioni di euro rispetto al roccioso pregresso evaso/eluso di quasi 15 milioni di Imu e vecchia Tasi risalenti al 2015 e anni seguenti. Un 20% che il vertice dell’esattrice giudica un buon risultato, anche se la strada è lunga e faticosa. Piazza Sansovino aveva inviato, a cavallo del 2020 e del ’21, quasi 15.000 avvisi diretti ai contribuenti che a vario titolo non avevano contribuito.
Il presidente Andrea Polacco, insieme al direttore Davide Fermo, spiegano come sia maturato il dato complessivo dei 3,3 milioni: 1,8 milioni riguardano l’attività di accertamento, cioè quando si arriva in zona sanzione; 1,1 milioni rimandano invece ai ravvedimenti - cioè prima della fase sanzionatoria - in materia di Imu e Tasi, che concernevano il periodo 2016-19; infine 400.000 euro sono crediti rateizzati che, considerando il buon livello di traduzione in pagamento effettivo, vengono rubricati tra gli introiti.
In questo momento Esatto non può ancora definire la tendenza dell’anno corrente, perchè due importanti pagamenti sono stati differiti entro il 30 settembre (Tari e Canone unico), mentre la prima rata Imu è scaduta giusto ieri e si avrà contezza dei modelli F24 tra una decina di giorni. A proposito di Imu, il Comune ricorda la necessità di presentare la dichiarazione Imu entro mercoledì 30 giugno per coloro che debbano segnalare variazioni o motivi di agevolazione. Inoltre tenuti alla presentazione sono gli enti non commerciali come gli istituti di beneficenza, le associazioni culturali e sportive, ecc. Attenzione: chi si dimentica, decade dai benefici.
Intanto la società ha provveduto a una serie di operazioni che riguardano gestione e organigramma. Ieri mattina l’assemblea mono-azionista, presieduta dall’assessore alle Partecipate Francesca De Santis, ha approvato il bilancio 2020, che si è chiuso con un utile di 61.000 euro nonostante una contrazione dei ricavi di 600.000 euro (da 5,1 a 4,5 milioni) dovuta alla straordinarietà pandemica del periodo.
Infatti le entrate tributarie del Comune sono scese da 109 a 103 milioni: più o meno invariata la Tari, flessione di circa 2 milioni su Imu-Tasi, in diminuzione le multe da violazione del Codice della Strada (da 4,4 a 3,3 milioni), le mense scolastiche (da 2,7 a 1,4 milioni), l’occupazione di suolo pubblico (da 3,5 a 2,4 milioni), l’imposta di soggiorno (da 1,8 a 1 milione). Ne risulta un interessante spaccato dell’impoverimento socio-economico del territorio colpito dall’emergenza sanitaria.
Per quanto concerne l’assetto di vertice, l’assemblea ha provveduto a integrare il consiglio di amministrazione in seguito alla scomparsa di Piero Colavitti: è stato nominato Lorenzo Spagna, che torna all’impegno pubblico dopo essere stato tra gli anni Novanta e il primo decennio Duemila presidente circoscrizionale, consigliere e assessore comunale di appartenenza forzista. Il “recupero” di Spagna - 50 anni, perito assicurativo -, dalla collocazione liberale, è politicamente firmato da Roberto Dipiazza. Il cda risulta così copmposto da Polacco (FI), Faggioli (FdI), Spagna. Due conferme infine nel collegio sindacale (Giuseppe Righi e Barbara Segariol) e una novità: l’avvocato Massimiliano Bartoli. —
© RIPRODUZIONE
