Patrick Zaki ha 30 anni: il secondo compleanno in carcere
È il giorno del secondo compleanno in carcere per Patrick Zaki. 30 anni il 16 giugno 2021 e più di un anno chiuso in carcere in Egitto. Da quando, il 7 febbraio 2020 è stato fermato, interrogato e poi portato in carcere dall’aeroporto del Cairo in Egitto. Era volato lì da Bologna, dove frequentava gli studi di genere e di letteratura del Master Gemma all’interno dell’università.
Voleva trascorrere del tempo con la sua famiglia, riabbracciare sua sorella Marise, i loro genitori. Invece appena ha toccato il suolo della sua terra, è stato arrestato con l’accusa di «propaganda sovversiva e istigazione al terrorismo», giustificata da alcuni post comparsi sui social da un account che i legali di Zaki hanno definito un fake. Rischia fino a 25 anni di detenzione. Da quando è stato arrestato, ad ogni udienza, i giudici hanno rinnovato la custodia cautelare di quindici o quarantacinque giorni. Possono farlo fino a due anni e anche oltre se dovessero emergere ulteriori accuse.
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Liliana Segre per la cittadinanza a Zaki: «Ci sarò sempre per parlare di libert໫L’ennesimo rinnovo che non lascia spazio a dubbi: la sua detenzione è un accanimento giudiziario», ha commentato Amnesty International, in seguito all’ultimo rinnovo di custodia cautelare, che arriva in un momento di profonda precarietà di salute fisica e mentale per Zaki. «Non riceve farmaci adeguati, non è stato visitato da uno specialista e non gli è stato somministrato il vaccino, nonostante soffra di asma», ha sottolineato la sorella Marise in una recente intervista al Corriere della Sera esprimendo il desiderio di poter trascorrere il compleanno di Patrick tutti insieme, nella loro casa a Mansoura. «Spero di vederlo di nuovo felice come era, con il suo bel sorriso. Più di tutto però gli auguro di tornare nella sua Bologna a studiare, perché so essere questo il suo desiderio più grande: imparare e crescere. E non credo proprio che questo sia un crimine».
E questo secondo compleanno in carcere è una nuova occasione per l’Italia per chiedere, ancora una volta, la sua libertà. Arrivano da Bologna gli appelli più sentiti, insieme agli auguri. Dal sindaco Virginio Merola al rettore Francesco Ubertini a Gianni Morandi, Luca Carboni e molti altri nomi del mondo dello spettacolo. «Non riesco neanche ad immaginare quanto questo ultimo anno e mezzo sia stato duro per te» ha detto il rettore dell’Alma Mater, Francesco Ubertini, in un video realizzato per il Corriere. «Sappi che la nostra comunità, la nostra città e la comunità internazionale si è mobilitata per te e continuerà a mobilitarsi fintantoché non riusciremo e non torneremo ad abbracciarti». Ed è l’augurio che gli facciamo tutti noi.
