Lady Venturini Baldini: da Vienna a Roncolo per promuovere l’Emilia e il suo vino
QUATTRO CASTELLA. «Ci siamo subito innamorati della tenuta e del progetto che abbiamo intravisto: è stato un vero e proprio colpo di fulmine». Julia Prestia, viennese, con una solida esperienza nel mondo della finanza, descrive così il suo ingresso nel mondo Venturini Baldini. Nel 2015 ha comprato l’azienda di Roncolo insieme al marito Giuseppe, che è partner di un fondo ed è anche azionista della cantina Rallo in Sicilia.
Fin dal principio, l’imprenditrice ha creduto nelle potenzialità del territorio emiliano e ha percorso la strada che molti invocano come una delle carte per la ripresa post-pandemia: il turismo legato all’eno-gastronomia.
«La nostra idea è quella di offrire agli ospiti una vera e propria esperienza. Vogliamo proporre le eccellenze locali e il territorio: avere un resort ci consente di chiudere il cerchio con un pacchetto completo che invoglia i turisti a scoprire l’Emilia». E la risposta è stata ottima: viaggiatori provenienti da Svizzera, Olanda, Belgio, Germania e altri Paesi hanno iniziato a fare tappa tra le dolci colline di Roncolo per degustare lambruschi e aceto balsamico.
La tenuta dispone di nove camere e due suite, realizzate in ambienti del XVII secolo, mentre entro il prossimo anno sarà completato il restauro della storica villa, che nell‘800 fu dimora dei marchesi Manodori. «Nel pernottamento è compresa una degustazione dei nostri prodotti: una possibilità che è molto apprezzata», dice Julia. Da pochi giorni è stato inoltre inaugurato un ristorante, nella ex limonaia, che è gestito dal gruppo Taglierè. A sottolineare l’apertura della tenuta verso l’esterno ci sono i numerosi eventi, come aperitivi e serate musicali, che riscuotono grande successo.
A maggio la Maserati ha scelto la tenuta di Roncolo per il lancio e la prova dell’iconica MC20, a dimostrazione dell’appeal che la tenuta è in grado di esercitare.
«Reggio Emilia è una città autentica e oggi molti viaggiatori cercano anche un’Italia non troppo turistica. I nostri ospiti sono di due tipi: chi è di passaggio e chi invece, sempre di più, inizia a scoprire l’Emilia. Molti apprezzano il fatto che questo è un punto di partenza per conoscere la Food Valley, la Motor Valley e le città d’arte. Un tour operator ci descrive come un luogo a metà tra Parma e Bologna. Da straniera mi rendo conto che ci sono un po’ di resistenze su questo aspetto. Un giorno una persona mi ha detto: “Ma cosa c’entriamo noi con Parma?”. Capisco, però turisticamente dobbiamo vedere l’Emilia come un territorio unico, pur con le sue differenze».
Nel progetto della famiglia Prestia gioca un ruolo rilevante il vino. Venturini Baldini è prima di tutto un produttore di Lambrusco di qualità, tutto rigorosamente biologico. L’azienda usa esclusivamente uve dei suoi terreni collinari, raccolte a mano. La gamma di metodologie di vinificazione è ampia. «Metodo classico, Charmat, rifermentazione in bottiglia. Come ha detto qualcuno, non esiste un solo modo di fare il Lambrusco, così come non esiste un solo Lambrusco ma tanti lambruschi».
Sicuramente Venturini Baldini sta facendo un grande sforzo anche sul piano comunicativo per affrancare il nostro vino dagli stereotipi del passato.
Oggi la qualità del Lambrusco è sempre più riconosciuta, in Italia e all’estero. La tenuta esporta infatti il 50% della sua produzione. «I nostri mercati di riferimento sono Stati Uniti, Canada, Messico Giappone, Australia, Danimarca, Francia e Germania. Ci sono Paesi però dove facciamo più fatica perché il prodotto è ancora considerato “cheap”». Ma è significativo l’apprezzamento crescente in una nazione come la Francia. «I francesi hanno una cultura simile a quella italiana in fatto di alimentazione. Sono curiosi e amano i prodotti tipici». E se si convincono loro, che di vino se ne intendono, il segnale è molto positivo. —
