Venezia, riaprono tutti, meno i Musei Civici
VENEZIA. Riaprono tutti, meno i Musei Civici di Venezia, per la “serrata” unilaterale sino al primo aprile già disposta dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, per la mancanza di turisti. L’ormai prossimo passaggio del Veneto da zona arancione a zona gialla – se confermata – permetterà infatti già dalla prossima settimana la riapertura delle principali sedi museali, con le modalità già indicate dal ministero dei Beni culturali, che la limiteranno ai giorni infrasettimanali per evitare assembramenti nei weekend.
I Musei Civici di Padova annunciano la riapertura già da lunedì. Così sarà anche per i Musei Civici di Treviso, che prevedono addirittura la gratuità degli ingressi. Ma anche per i musei statali veneziani si annuncia la riapertura già dalla prossima settimana, come conferma anche il direttore del polo museale veneto Daniele Ferrara.
«Riapriremo tutti i nostri musei, anche se con modalità diverse», conferma Ferrara, «e per alcuni giorni la settimana. La Galleria Franchetti alla Ca’ d’Oro aprirà già da mercoledì. Così anche Palazzo Grimani, per tre giorni alla settimana. Il Museo orientale e il Museo archeologico invece solo su prenotazione telefonica, anche perché sono all’interno di complessi che condividiamo con i Musei Civici».
Da venerdì 5 febbraio riaprirà anche il Museo e l’area archeologica di Altino, da martedì 3 Villa Pisani di Stra e il Museo nazionale Atestino, da mercoledì 4 il Museo nazionale Concordiese di Portogruaro e l’area archeologica.
«Noi riapriremo solo da lunedì 8 febbraio», spiega invece il direttore delle Gallerie dell’Accademia, Giulio Manieri Elia, «perché abbiamo bisogno di una settimana di tempo per organizzarci con le misure di sicurezza e la turnistica». «Riapriremo sicuramente almeno il Museo e il Campanile», commenta anche il primo procuratore di San Marco, Carlo Alberto Tesserin».
Stridente dunque il contrasto con le porte chiuse dei Musei civici veneziani. «Venezia conferma la sua scelta di tenere in cassa integrazione il personale della Fondazione e di non aprire i Musei, candidandosi nei fatti a capitale europea dell’oscurantismo.Come Cgil e Uil», dichiarano Daniele Giordano e Mario Ragno, «continuiamo a pensare che l’utilizzo della cassa integrazione sia illegittimo, che questa scelta contrasti con la conservazione del nostro patrimonio artistico e culturale, che la chiusura della Fondazione stia determinando l’impossibilità di una vera ripresa delle attività e che si stia sprecando un periodo utile per ripensare e rivedere anche l’attività stessa dei Musei».
«Venezia resta arroccata alla sua miope scelta di tenere chiusi musei e attività», dice la capogruppo del Pd a Ca’ Farsetti, Monica Sambo. «I musei sono un servizio pubblico essenziale e in quanto tale le aperture non devono essere legate alla sola fruizione turistica, perché gli stessi sono patrimonio di Venezia e del mondo. Perché il Comune e la Fondazione non aprono in questo momento un dibattito in città per ripensare alla funzione, anche sociale, dei musei, nonché al loro rilancio anche in vista di una ripresa turistica di qualità?».
«Da sempre all’avanguardia nelle politiche culturali, in questa stagione della sua storia la città esprime una mediocre e regressiva politica culturale, che ne umilia la vocazione e ne mostra la miope visione sia culturale che economica», commenta anche il consigliere dei Verdi, Gianfranco Bettin. —
