Un patrimonio di 2.800 registrazioni: più di 2.000 ore di file disponibili
L’ARCHIVIO
La pubblicazione delle registrazioni sonore degli eventi, avviata nel 2016, offre oggi al pubblico oltre 2.800 registrazioni online (più di 2000 ore di audio), accessibili per autore, edizione e argomento, che continuano a incrementarsi di edizione in edizione. L’archivio si è di recente impegnato in collaborazione con Regione, Unioncamere e Fondazione Cariverona, anche nella salvaguardia del patrimonio audiovisivo, documentario e grafico che nel corso del 2021 sarà in parte valorizzato sull’Opac (acronimo di Online public access catalogue) con accesso pubblico in rete al sito archivio.festivaletteratura.it.
Proprio l’Opac, specialmente nei complicati tempi correnti, si è confermato la via privilegiata per addentrarsi nell’archivio, anche grazie ai percorsi tematici all’interno del suo patrimonio, suggeriti dagli archivisti, da ospiti e amici del Festival. Sono ancora molti i tesori che questo scrigno racchiude e che attendono un’opera appassionata e rigorosa di descrizione che li renda facilmente accessibili, rimettendo in circolazione immagini e soprattutto parole ancora attualissime. «I nostri audio offrono tante potenziali finestre sulla riflessione culturale internazionale degli ultimi vent’anni e oltre. Una grande opportunità di esplorazione, in particolare in questo momento in cui viaggi e relazioni sono difficili, che ci ha convinto a moltiplicare gli sforzi perché l’aggiornamento con i nuovi audio dell’edizione 2020 potesse essere anticipato di qualche settimana», dice Manuela Soldi, la responsabile dell’archivio di Festivaletteratura.
«Il nostro consiglio - prosegue - è di non fermarsi solo alle novità, ma di sottoporre l’Opac a sfide sempre nuove, di interrogarlo con domande dettate dalla nostra curiosità, dagli spunti che ci offre la quotidianità. Dell’edizione 2020, in questi giorni dedicati alla Memoria possiamo riascoltare “Autocritica del ricordo” di Marcello Flores e Valentina Pisanty. Ora all’epilogo della Brexit, interessanti sono le riflessioni di Howard Jacobson, Jeanette Winterson e Peter Florence nel 2016 a pochi mesi dal referendum». In tempi di pandemia, sarà utile ritornare sui discorsi profetici lanciati lo scorso settembre dalla terrazza che si affaccia su piazza Santa Barbara. Da ricordare le parole dell’immunologa Antonella Viola. —
G.S.
