Tre nuovi decessi e tredici ricoveri
Tre lutti, tredici ricoveri al Sant’Anna di Cona (di cui uno in terapia intensiva) e 89 nuovi positivi al coronavirus. Secondo il bollettino diramato ieri ci sono anche 214 persone entrate in isolamento domiciliare, 4 sotto sorveglianza telefonica e 253 uscite da isolamento e sorveglianza. Le nuove vittime sono tutte di Ferrara. L’età media dei nuovi positivi è 46 anni e 3 mesi. Degli 89 positivi, di cui 68 asintomatici e 21 sintomatici, diciassette provengono da focolai e 72 da contatti sporadici. Nelle ultime persone sette persone sono risultate clinicamente guarite (negative al doppio tampone) e dimesse dal Sant’Anna.
IN REGIONE
Calo di contagi e ricoveri in Emilia-Romagna per il coronavirus, mentre si registrano altri 38 morti per la sindrome Covid-19. Su più di 23.700 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore (molecolari e rapidi) sono emersi 923 nuovi positivi, di cui 451 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. Quanto ai ricoveri, i pazienti in terapia intensiva sono 210 (-10 rispetto a ieri), 2.281 quelli negli altri reparti Covid (-12). Nei contagi la provincia di Reggio Emilia oggi ha il primato con 132 nuovi casi, seguita da Ravenna (116) e Bologna (104). Prosegue la campagna vaccinale, per i prossimi giorni ancora con priorità ai richiami e ai degenti delle Rsa per via del taglio delle forniture Pfizer-BionTech: sul portale della Regione aggiornato in tempo reale ora anche il dettaglio tra somministrazioni di prime e seconde dosi. Alle 15 sono state somministrate complessivamente 149.711 dosi, di cui 5.433 oggi. Sul totale 24.442 sono seconde dosi.
Il lutto
«È entrato all’ospedale con le sue gambe, è uscito in una bara». Dicono la stessa cosa Nicola e Margherita, rispettivamente figlio e compagna di Rossano Altafini, l’uomo di 67 anni originaria di Salvatonica ma residente da anni a Bondeno morto sabato scorso all’ospedale di Cona all’età di 67 anni.
Altafini era molto conosciuto a Bondeno, per lungo tempo è stato un apprezzato dipendente comunale, poi da alcuni anni era in pensione e viveva con la compagna e l’anziana madre. Fra l’altro, quest’ultima ancora non sa della morte del figlio: «Crede sia ancora all’ospedale per il decorso dell’intervento, non sappiamo come dirle che suo figlio non c’è più», ci racconta Margherita.
Altafini 16 anni fa era stato colpito da un infarto, ma ora non aveva alcuna patologia, se non una borsite al braccio. «Questo problema è iniziato ad agosto, dopo una prima cura ad antibiotici, visto che il problema non si risolveva si è optato per un intervento, fissato a novembre all’ospedale di Cento in day hospital», spiega Margherita. Fin qui tutto bene, solo che nei giorni successivi il problema non si è risolto, così alla fine di dicembre è stato fissato un nuovo intervento. «Il 30 dicembre ho accompagnato mio padre per gli esami preliminari - dice Nicola -, oltre che per il tampone, risultato negativo. Il giorno successivo l’intervento, ma stavolta è rimasto in ospedale. Ancora il 2 gennaio è stato sottoposto a tampone, risultato negativo. Il 6, giorno in cui sarebbe dovuto uscire dall’ospedale, ha avuto una febbre leggera, per cui è stato sottoposto a un altro tampone risultato positivo».
Nel corso della giornata la febbre è salita e «non è più uscito dall’ospedale. Una settimana dopo è stato trasferito a Cona, siamo riusciti a salutarlo una sola volta dalla finestra del Sant’Anna e poi è morto. Siamo arrabbiati perché si è contagiato all’ospedale, dove dovevano curarlo. E dire che stavamo sempre attenti, usavamo mascherina e si lavava sempre le mani. Non è giusto», dice ancora in lacrime la compagna.
Il 67enne lascia anche i nipoti Alessandro e Gioele, il fratello e gli altri parenti. Oggi alle 15 il funerale in chiesa a Bondeno, poi la cremazione a Ferrara. —
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