Interrogato l'allenatore di Trieste indagato per molestie sessuali: "Sono innocente. Per i ragazzi ero come un padre"
TRIESTE E' durato poco più di un'ora l'interrogatorio dell'allenatore indagato per atti sessuali nei confronti dei ragazzini che giocano nel San Luigi Calcio.
Davanti al gip Marco Casavecchia, l'allenatore (difeso dall'avvocato Giovanni Di Lullo) ha reso dichiarazioni spontanee sostenendo la propria innocenza. Ha inoltre sottolineato come il suo approccio nei confronti dei ragazzini non avesse alcuna intenzionalità di carattere sessuale. "Per loro ero come un padre - ha dichiarato -. I miei erano gesti di affetto. Nessuna intenzionalità di tipo sessuale" ha ripetuto.
L’uomo, un triestino di mezza età, è accusato di «atti sessuali» su minorenni. Secondo l’inchiesta della Squadra Mobile (pm Lucia Baldovin) l’indagato ha toccato nelle parti intime alcuni ragazzini mentre facevano la doccia e durante il percorso in automobile dopo gli allenamenti. Ora è ai domiciliari.
L’indagine fa anche riferimento a una serie di messaggi dal contenuto ambiguo, se non addirittura esplicito, che l’uomo mandava ai giocatori della squadra. Il giornale non pubblica il nome e altri particolari sull’indagato, che in passato aveva allenato varie squadre giovanili cittadine, in modo da non rendere identificabili i minori coinvolti. La notizia dell’arresto è emersa ieri con un comunicato stampa ufficiale diramato dalla Questura. E mano a mano che trascorrevano le ore sono venuti a galla i particolari dell’accaduto. Particolari sconcertanti. E non solo per le “attenzioni” – fin qui presunte, va precisato – che l’uomo, stando all’indagine, ha riservato ripetutamente ai ragazzini. Ma anche per la portata della vicenda.
