A Gorizia il regalo di Francesca, scomparsa a 46 anni: una sonda ecografica acquistata con l’ultimo suo stipendio
GORIZIA Francesca Camarda è scomparsa il 7 luglio del 2020, a 46 anni, in seguito a una grave malattia ematologica. Faceva l’urologo all’ospedale di Gorizia. Il marito, Sebastiano Callari, è urologo pure lui nello stesso ospedale, ma è anche l’assessore regionale al Patrimonio. Callari ha donato l’ultimo stipendio della moglie al nosocomio cittadino: precisamente, agli ambulatori di terapia del dolore. Assieme al collega Corrado Thomann, referente del servizio, ha allora valutato come poter ricordare Francesca. Alla fine, è stata acquistata una sonda ecografica wireless Cerbero e, spiega Thomann, «l’ecografia, nella terapia del dolore, è indispensabile tanto come adiuvante nelle tecniche anestesiologiche quanto per la valutazione degli organi del torace e dell’addome».
Nel Sottochiesa dell’ospedale cittadino, Francesca è stata ricordata anche al primo piano del nosocomio con una targa che ne onora la memoria. «Il primo amore Francesca l’aveva trovato in questa città, nel suo posto di lavoro, incontrando persone meravigliose – dice Callari –. Tutti noi dobbiamo impegnarci per questo ospedale». Era siciliana Francesca, come è siciliano lui. Era arrivata a Gorizia nel 2011, vincendo il concorso di urologia. Quando era arrivata, non era soltanto laureata e specializzata, ma poteva vantare anche due master (in uroginecologia e in oncologia) oltre a un dottorato di ricerca all’ateneo di Palermo, con cui, peraltro, continuava a collaborare. Con Callari si era sposata nel 2017, «vivendo – come ieri è stata ricordato – un periodo felice fatto anche di passione politica e di ideali al servizio della collettività».
Sei mesi dopo, però, è cominciata per lei un’altra, più triste stagione: quella della malattia. Ha seguito le cure oncologiche prima di riprendere a lavorare. La fragilità legata all’immunodepressione non le ha consentito di tornare in urologia, ma di cominciare un nuovo percorso in Direzione sanitaria, continuando a gestire impegni e preoccupazioni con forza e responsabilità. Il dono di uno strumento legato alla terapia del dolore si spiega proprio nel voler ricordare la sua fragilità degli ultimi tempi. «È importante ricordare un medico che ha dedicato la vita alla professione. Il gesto del marito corona la generosità di Francesca», sottolinea, commosso, Antonio Poggiana, direttore generale dell’Asugi. «Grazie a Sebastiano, a nome di tutta la città», aggiunge l’assessore comunale al Welfare, Silvana Romano. All’incontro è intervenuto anche il primario di anestesia e rianimazione, Massimiliano Saltarini, ma erano presenti anche altri medici, infermieri, ausiliari, tutti partecipi a ricordare una vita prematuramente spezzata. —
