Coronavirus, nuovi focolai nelle case protette del Ferrarese: sono sospesi anche gli abbracci
FERRARA. Viene monitorata con grande attenzione la situazione nelle case di riposo che, colpite dal Covid, hanno già pagato un grosso contributo in termini di vite umane. E la preoccupazione non cala, perché accanto a strutture che in questi giorni stanno conoscendo un miglioramento, uscendo dalla quarantena, ci sono anche quelle che direttore delle attività socio sanitarie Asl, Franco Romagnoni, definisce «docce fredde», con riferimento all’ultimo focolaio nella Residenza Caterina «ricomparso con uno sviluppo molto rapido che ha colpito decine di ospiti».
Le cause sono ancora tutte possibili, «anche se al primo giro di tamponi rapidi – considera Romagnoni – non c’era nessun operatore positivo e poteva sembrare che il contagio venisse dagli ospiti», le conseguenze però sono certe: in questi casi vengono sospese le visite mediche non indispensabili e le visite dei parenti, stanze degli abbracci comprese.
CRA FERRARESI
«Il quadro generale della provincia è di attenzione perché la circolazione virale purtroppo c’è e c’è una certa diffusione dell’infezione, però complessivamente ci sono anche situazioni che vanno verso un miglioramento: nel giro dell’ultima settimana abbiamo liberato il Residence Service, che era quarantenato da novembre, e anche Asp di Ferrara, che aveva avuto un focolaio più contenuto, e questo significa – dice Romagnoni – che ci sono dei segnali positivi».
I FOCOLAI
C’è però la Residenza Caterina, «con positività comparse nel giro di questi ultimissimi giorni, tant’è che siamo ancora nella fase di valutazione rispetto a quelli che dovranno essere i successivi interventi da fare. Già la struttura è stata suddivisa in settori – spiega Romagnoni – per cui i positivi o sospetti sono separati dai negativi e noi come azienda abbiamo fatto in modo che il dipartimento di salute pubblica e il nucleo operativo per il controllo delle infezioni vada a controllare e dare gli indirizzi giusti per il contenimento del virus».
Nella fotografia di Romagnoni sulle Cra ferraresi rientra poi la Paradiso, «una struttura che verso Natale ha avuto un’esplosione del focolaio. Ma al momento 49 ospiti sono guariti e seguiremo gli ultimi 18 ancora positivi», e i tre focolai periferici: uno a Cento, «al pensionato Cavalieri dove l’Asl sta intervenendo anche con il personale perché c’erano grandi difficoltà nel dare assistenza, ma nell’ultima settimana nessun ricovero e stiamo cercando di capire come tornare alla normalità attendendo le guarigioni che speriamo di avere soprattutto a partire dalla settimana prossima»; infine il distretto sud est, «con due strutture in quarantena e una situazione quindi non ancora normalizzata all’Hotel David a Lido Nazioni e alla Cra Sant’Antonio di Migliaro: qui il focolaio è in via di soluzione mentre all’hotel David è un po’ più indietro».
Oggi intanto comincia il secondo round dei vaccini: in questa settimana all’appello c’è Copparo, Migliaro Don Tampieri e la cra di Serravalle.
CAUSE DEI CONTAGI
Con il ritorno del virus alla Residenza Caterina si torna anche a interrogarsi sulle possibili fonti di contagio. Le sale abbracci potrebbero rappresentarne una? «Spero di no – è la risposta di Romagnoni – anche perché sarebbe proprio un peccato, e la sala degli abbracci dovrebbe essere una sala dove c’è un certo livello di sicurezza. Certo si può far notare che la struttura era tornata alla normalità, ma la normalità significa anche ospiti che escono per andare a fare delle visite in ospedale e negli ambienti sanitari, che vanno nelle ambulanze, c’è movimento. Ma non abbiamo ancora individuato la fonte dell’ingresso, che va cercata per capire cosa sia successo e fare quelle opere di contenimento necessarie perché gli anziani che sono là abbiano la giusta assistenza».
TUTTO SOSPESO
Per il momento è tutto sospeso, visite mediche non indispensabili e visite di parenti: e rispunta la mancanza di conforto per gli ospiti da parte dei propri cari; e intanto aumentano distanziamento e igienizzazioni. Pensando all’ultimo focolaio alla Residenza Caterina e alle fonti di contagio, Romagnoni lascia aperte tutte le ipotesi e non esclude nemmeno la possibilità che il virus sia stato portato dagli operatori sanitari, che comunque sono soggetti al Tampone di screening periodico: «cercheremo di capire bene la storia di queste ultime settimane». E per il futuro «spero che con il vaccino si cominci ad avere una via d’uscita almeno per i prossimi mesi – dice Romagnoni – non posso dire cantiamo vittoria perché bisognerà vedere l’efficacia e il perdurare dell’efficacia del vaccino ma non c’è dubbio che bisogna chiudere la seconda fase vaccinale perché una sola dose non è sufficiente». —
Giovanna Corrieri
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