Servizi negati a studente disabile Comune condannato di nuovo
Massarosa. Il Comune nega il servizio allo studente minorenne disabile «causa dissesto» ma il giudice gli dà torto. L’amministrazione di Massarosa è stata infatti condannata ad attivare i servizi di assistenza per un ragazzo portatore di handicap: venivano infatti erogati solo in parte rispetto al dovuto. Il Comune ha provato a resistere in aula dicendo di non dover pagare a causa del dissesto finanziario, ma per il giudice il servizio non ha nulla a che vedere con il dissesto. Quindi l’ente dovrà sostenere il costo dell’assistenza oppure, in caso di ritardi, dovrà dare mille euro alla famiglia per ogni mese di mancato servizio.
La sentenza riguarda, come detto, un minorenne di Massarosa con gravi disabilità: secondo le disposizioni del piano educativo individualizzato, il ragazzo avrebbe bisogno di un assistente per l’autonomia per 30 ore settimanali e di un tecnico informatico per 18 ore. Ma l’amministrazione ha negato il tecnico e ha concesso l’assistente per sole 15 ore. Secondo il giudice ha poca importanza che lo studente vada a scuola in un altro Comune perché la competenza in materia rimane in capo all’ente in cui l’alunno ha residenza. Dunque il tribunale di Lucca, lo scorso 8 gennaio, ha deciso di accogliere il ricorso della famiglia e ordinare al comune di «cessare la condotta omissiva assegnando per l’anno scolastico in corso un assistente per l’autonomia e un tecnico informatico». Nel caso in cui il Comune ritardi, dovrà pagare alla famiglia mille euro al mese per ogni mese di servizi non erogati, oltre a farsi carico delle spese processuali per 4.454 euro.
«Speriamo di non dover nuovamente ricorrere al giudice - dice l’avvocato Marco Tavernese che ha seguito la famiglia del giovane studente in tribunale - confidando che l’amministrazione comunale adempia all’ordinanza del tribunale».
L’assessora al Sociale Michela Morgantini spiega che «la questione è estremamente delicata: fino a questo momento l’ente ha sempre aiutato la famiglia di questo bimbo. Sono state messe in campo consistenti risorse in passato - dice al Tirreno - Tuttavia il denaro messo a bilancio non ci consente grandi spese: basti pensare che, in linea teorica, ci sono appena 10 euro per ogni abitante residente. Questo studente ha bisogno di risorse ingenti, ciò significa che la cifra disponibile per altri cittadini è esigua. La nostra dunque non è volontà di non aiutare il ragazzo ma avere risorse per aiutare più persone». —
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