Elezioni a Montignoso, Lorenzetti ha la coalizione. E a destra si lavora sul “civico”
MONTIGNOSO. Togliere la poltrona di sindaco a Gianni Lorenzetti è una bella grana politica per chi ci proverà. Con le elezioni comunali in programma a maggio o giugno, l’unica certezza è la conferma della candidatura del sindaco, nonché presidente della Provincia , con lo stesso cartello elettorale che lo appoggiò nel 2016.
La partita si giocherà perciò tutta al “centro”, o meglio tra i civici. L’area che gravità attorno alla lista “Montignoso Democratica”, attualmente all’opposizione, è corteggiata sia dalla coalizione del sindaco che a destra; in questo caso per formare una grande alternativa al “signore di Adò”. Proviamo a partire da questa incertezza per chiarire.
E dunque esploriamo l’ipotesi che chiameremo “tutti contro Lorenzetti”. L’attuale opposizione in consiglio è formata da tre consiglieri di Montignoso Democratica, uno della Lega e uno dei 5 Stelle. La pattuglia civica, che raccoglie sensibilità diverse, ma molte con trascorsi o simpatie nel centrosinistra, è quella più significativa in termini elettorali. Quasi 1500 preferenze alle comunali di cinque anni fa, e la capacità di spostare un bacino di voti che può insidiare Lorenzetti nel suo campo.
Da qualche settimana gli esploratori politici, ambo i lati, percorrono le strade verso i civici. L’ipotesi alternativa a Lorenzetti, in una sfida uno contro uno, nasce dagli anni di opposizione consiliare comune, nonostante tre sigle diverse. Il centrodestra dalla sua ha la compattezza: Lega, Fdi e Forza Italia vanno insieme. La candidatura di Andrea Cella, che sembrava lo sbocco naturale di un percorso interno alla destra apuana, è invece tramontata. Resta a Massa a fare il vicesindaco. E però tesse. C’è da fare un lavoro da alchimisti: un accostamento di elementi insolito per arrivare a un’unità originale. Dunque i partiti strutturati nella destra si dovrebbero sciogliere in una lista civica senza colori. E non è detto che tra i civici l’alleanza con salviniani e meloniani sia accettata senza defezioni. Ma i contatti ci sono e sono buoni.
C’è da vedere il nome. L’ipotesi che circola, concreta ma da verificare, è quella del medico Massimo Baldoni. Molto conosciuto, profilo moderato, un passato a sinistra. Un’operazione che ricorda quella fatta a destra alle ultime elezioni a Forte dei Marmi.
Lorenzetti invece, forte di una sindacatura ben vissuta in città, si è mosso d’anticipo. Sabato alle 11, alla nuova scuola di Cinquale in via Cateratte, è fissata la conferenza stampa della coalizione di centrosinistra. Cinque i cartelli a sostegno del sindaco in sella: Pd, Psi, Rifondazione Comunista, Decide il Popolo e Sinistra Democratici Progressisti.
Anche il sindaco apre ai “civici”, ma con un paletto: «c’è il mandato di aprire un tavolo con le forze politiche che si riconoscono nel centrosinistra». Una scelta ideologica dunque, anche se dalla fazione opposta malignano che si tratterebbe più di una questione di gestione dei posti. Se la saldatura andasse in porto, il centrodestra dovrebbe varare una candidatura di “colore”. Più debole. Insomma saranno mesi di contatti, anche se da qua a febbraio l’orizzonte dovrebbe schiarirsi. —
