La sarta di Barbie: «Già 400 abiti nel mio atelier»
MONTECATINI. Nadia Anselmi, 52 anni, veronese di nascita e montecatinese di adozione, con capacità certosina da trent'anni crea abiti d'alta moda per le sue Barbie.
Piccole modelle in miniatura che spesso hanno arricchito le vetrine di prestigiose boutique, altre volte sono partite per scopi di beneficenza. Oppure hanno indossato il velo e abiti pomposi, pronte per il sì, mostrandosi nella fiera dedicata agli sposi delle Terme Excelsior. Ma come tutte le modelle giramondo, con una mano sul trolley e il piede già in passerella, sono sempre pronte anche per le mostre di paese ad accettare i vari inviti dei sindaci della Valdinievole.
«Da sempre disegno modellini di abiti per le bambole – racconta Nadia – con rimproveri delle maestre che mi sequestravano i quaderni a scuola. Quando cucio sono estremamente creativa, ho iniziato per scherzo per le figlie delle mie amiche. Mi piace utilizzare i materiali di riciclo. Recupero le Barbie vintage e le rivesto. Per vestirne una possono servire anche diciotto ore».
Come resistere a queste Barbie che, pronte per la grande occasione, possono sfoggiare sempre un capo unico ed esclusivo? «Ho creato almeno 400 abiti negli ultimi 30 anni – spiega Nadia – ed ognuno è sempre stato diverso dall'altro. Con pazienza e passione ho inventato sia l'acconciatura che il vestito. Ogni bambola deve essere unica».
E così è stato. Sbirciando nella galleria di Nadia ci sono le Barbie natalizie dove spicca il rosso che si tuffa in qualche ricamo ad uncinetto e perline fino ad un tripudio di tulle. L'uncinetto di Nadia lavora senza sosta per le Barbie in abito da sera che sembrano pronte per la notte degli Oscar. Non solo le bambine, ma soprattutto tante donne, che bambine sono rimaste nell'animo, desiderano averne una. «Non sono gelosa delle mie bambole - aggiunge Nadia - le creo con amore e con passione. E sono molto felice quando c'è la possibilità di esporle al pubblico. Perché ogni volta noto con soddisfazione che piacciono anche a chi non ne ha mai avuta una».
La Barbie nasce in America, precisamente a Willow nel Wisconsis nel 1959. Ha sessant'anni, ma solo sulla carta, perchè in realtà la bambola , per lo più bionda, dalle gambe lunghe e affusolate ed il viso dai lineamenti perfetti sarà forever young. Da quel pomeriggio in cui un gruppetto di amiche nel salotto di casa giocavano con bambole di carta a fare “ le grandi”, stufe dei bambolotti in tutina e ciuccio in bocca. È Ruth Handler a convincere il marito Elliot ad inventare una bambola con le sembianze da adolescente, e non deve insistere neppure troppo dal momento che lui lavora già per una fabbrica di giocattoli, la Mattel Creations. Insieme fiutano l'affare e regalano al mondo la Barbie , che prende il nome dalla figlia Barbara.
Barbie ha sempre avuto un guardaroba degno di una principessa, con outfit per tutte le stagioni e qualsiasi occasione mondana e di alta società, ma anche sportiva e casual. Nella casa di produzione sono necessari sarte, designer, modellisti e stilisti per creare gli abiti di Barbie, mobilitando in mezzo secolo i guru della moda che per lei hanno riprodotto creazioni da passerella utilizzando migliaia di metri di tessuti pregiati. A Montecatini invece basta aspettare il momento creativo di Nadia Anselmi che ricama, colora a mano i tessuti, cuce ed intreccia paillettes e perline per le sue esclusive Barbie.
La collezione autunno/inverno 2020 e quella primavera /estate 2021 dell'atelier di Nadia non ha subito modifiche né riduzioni nel campionario a causa della crisi economica del Covid. Anzi con il lockdown la fantasia della stilista delle Barbie si è scatenata e c'è stato più tempo per curare il look personalizzato di ogni bambola. Soltanto per realizzare un'acconciatura possono servire parecchie ore. «Soprattutto quando decido di creare una pettinatura impreziosita da perline o con fili di seta – mostra Nadia con orgoglio – serve pazienza e forse anche un po' di abilità. È vero che le mie Barbie sono ottime modelle, stanno ferme e non si lamentano mai. Ma io sono una perfezionista».
L'alta moda esclusiva di ogni creatura di Nadia regala alla Barbie un documento d'identità, le riabilita come icone di perfezione, sdoganando la produzione in serie. Così ogni Barbie vestita da Nadia sarà per sempre unica, non più solo Barbie. Chiamatela Gianna, Maria, Caterina, Luisa e cominciate a giocare a vestirla e a cambiarla di abito. Nell'ombra di una cameretta da bambina anche se siete diventate mamme, zie e nonne. Fermate il tempo, perché almeno con le Barbie è ancora possibile farlo. —
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