Coronavirus a Prato, il senatore: "Si faccia luce sul caso dei cinesi fantasma"
PRATO. Aumentano i nuovi casi di coronavirus a Prato che nel giro di pochi giorni sono quasi triplicati, raggiungendo valori che non si avevano da qualche settimana. Oggi il bollettino della Regione ne segnala 53, col totale che passa a 11.233. Anche oggi non vengono, invece, segnalate nuove vittime, neppure quelle accertate nei giorni scorsi extra-bollettino. Il totale ufficiale dei decessi per Covid a Prato e provincia resta fermo da tre giorni a quota 286.
I cinesi "fantasma". Intanto fa ancora discutere il caso dei cinesi che sono risultati positivi al test molecolare analizzato dal laboratorio Synlab e si sono resi irreperibili mostrando documenti falsi e dando numeri di telefono inesistenti. «Viene sfatato il mito che i cinesi sono immuni al Covid - commenta l’ex assessore Aldo Milone - Tutto ciò fa sorgere anche una domanda: nel primo lockdown quanti di questi sono stati sottoposti a controlli? C’era un luogo comune che si era diffuso in città con cui si diceva che si erano subito isolati e quindi erano stati molto più diligenti dei pratesi. Però anche allora io fui molto scettico e sorpreso, non solo io, che non ci fosse un positivo all’interno della comunità orientale».
"Documenti fasulli per ottenere di essere sottoposti al tampone e poi tornare nel completo anonimato e peggio, in caso di positività, impedire alle autorità sanitarie di essere rintracciati per l’adozione delle misure necessarie a evitare la moltiplicazione dei contagi - commenta il senatore Patrizio La Pietra di Fratelli d’Italia - Un atteggiamento fortemente censurabile da parte di cittadini cinesi che più di tutti conoscono il pericolo rappresentato dal coronavirus”.
"Serve fare chiarezza – dice La Pietra – occorre conoscere cosa prevedono i protocolli sanitari a carico delle strutture private e valutare la correttezza della procedura. Sono necessarie risposte alle preoccupazioni dei cittadini che hanno il diritto di sapere perché, potenzialmente, rischiano di entrare in contatto con persone positive al virus – continua il senatore La Pietra – che consapevolmente si sono rese irreperibili. Mi auguro che il Consolato e i referenti della comunità si facciano carico di questa situazione. Voglio ricordare che erano cinesi i manifesti giganti comparsi a Prato durante la prima ondata della pandemia con messaggi di solidarietà e rassicurazione. Ora è il momento per dimostrare con i fatti il significato di quelle parole. Auspico anche un intervento della magistratura affinché si faccia luce sull’accaduto".
