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Январь
2021

Michele Bravi: «La geografia del buio, un disco sul dolore e sull’amore»

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Michele Bravi è un fiume in piena. La voce a tratti trema, emozionata, ma lui lo dà a vedere. Il ritorno del cantante, vincitore nel 2013 di X Factor e quarto a Sanremo 2017 con la bellissima Il diario degli errori, è solo di chi sa di aver vissuto e attraversato tante vite. E poi di aver aspettato un anno in più, a causa dell’emergenza in cui ci ha fatto piombare la pandemia. Il nuovo album, La geografia del buio, esce il 29 gennaio e, spiega Michele, «parte dalla mia storia che diventa la storia di tutti quanti». Scritto e registrato nel salotto di casa, tante collaborazioni (da Federica Abbate a Cheope), voce e piano. «Il dolore è il suono delle mosche sulle macerie», canta Michele, in un duetto costante tra voce, suono del pianoforte e silenzio. «Il disco non è mai perfetto perché la voce a volte si rompe», spiega. E va benissimo così.

«DIARIO DI UN DOLORE»
La terza (o quarta, o quinta) vita di Michele Bravi è iniziata tragicamente da quel terribile incidente del novembre 2018, in cui una donna ha perso la vita e lui si è assunto la responsabilità patteggiando 18 mesi di pena (sospesa). Dopo, silenzio e buio. Le 10 canzoni de La geografia del buio sono così una grande riflessione sul dolore. «L’anno scorso durante l’estate mi ero imbattuto in un libro del 1961», rivela il cantante, «Diario di un dolore, in cui Clive Staples Lewis riflette sulla perdita della moglie Joy e scrive “l’afflizione non è uno stato bensì un processo, non ne serve una mappa ma ne serve una storia”. La geografia del buio è un disco che non è uno stato, ma è una storia e racconta come si convive con il buio».

«ATTRAVERSARE IL DOLORE»
Perché la musica non salva da niente, però aiuta a disegnare un labirinto: «Non è un disco che spiega come uscire dal buio», precisa Michele, «né come ritrovare la luce, ma come con quel buio si convive. Un disco che non giudica il dolore, ma ne traccia un sentiero, che attraversa il dolore e trova un modo per convivere». E se la musica che salva è la prima bugia, la seconda falsa credenza è che il dolore bisogna soffocarlo, nasconderlo. Sbagliatissimo. «Il dolore va mostrato, va posizionato in mezzo alla stanza», fa sapere, «bisogna puntarci una luce sopra, e se lo fai quel mostro che ti portavi a spasso diventa qualcosa che devi affrontare. Il buio è una casa senza finestre, ma io quella casa in questi anni ho imparato ad abitarla, ad arredarla, e quella casa sono queste 10 canzoni. Quando accade un trauma, una ferita, dopo ogni giorno ti chiedi “perché è successo?”, “qual è il significato? Ma le cose iniziano a cambiare quando scopri che il dolore non ha un senso. La forza propulsiva sta nella condivisione di quel dolore».

https://www.youtube.com/watch?v=jYifnGo7mxg

«L’AMORE VA CONDIVISO»
E qui Michele vuole dire grazie: «Il mio dolore ho potuto decifrarlo quando un’altra persona, che è la persona a cui ho dedicato questo album, ha condiviso il suo dolore con il mio. Quando parlo di questo album inizio parlando di dolore, ma forse è il disco d’amore più grande che abbia mai interpretato. Nasce, infatti, da una promessa. Qualcuno ha condiviso il suo dolore con il mio e attraverso questo gesto potentissimo ho decifrato il mio percorso. Mi è stato chiesto due anni fa, sul letto di casa mia, sopra le coperte, di usare la musica per mettere in pratica quello stesso dono che avevo ricevuto: condividere il dolore. E dopo due anni questo disco è il modo con cui ho mantenuto quella promessa».

«MANTIENI IL BACIO»
La canzone centrale è Mantieni il bacio, che è anche un bellissimo video interpretato da Michele Bravi e Francesco Centorame, l’attore di SKAM Italia. Due uomini che si amano. «Sempre grazie a questa persona ho imparato quanto sia importante la libertà di amare. Io, all’inizio, pensavo che l’amore fosse solo un fatto privato. Volevo dimostrare che la parità fosse nel non dire, nel non spiegare, tenevo la mia sessualità al di fuori perché pensavo “siamo uguali, perché parlarne?” Ma non è così, c’è ancora tanto bisogno di condividere. Quando ho incontrato il mio dolore ho ricevuto anche il sostegno della comunità LGBT+ e ho apprezzato la libertà con cui loro vivono l’amore. Ora so che l’amore non è un atto privato, chi ama deve poter condividere, l’amore è un atto pubblico». E ancora: «Quando ricordo il mio primo bacio, ricordo anche una voce insistente nella mia mente che sussurrava “forse stai facendo la cosa sbagliata, forse non è giusto”. Oggi mi piace pensare che poter raccontare il mio amore, e dire che in Mantieni il bacio quel bacio l’ho dedicato a un ragazzo possa permettere a qualcuno di dare il primo bacio senza sentire quella voce».

«A SETTE PASSI DI DISTANZA»
Oggi quel ragazzo a cui Michele deve tanto non è più al suo fianco, vive dall’altra parte del mondo. Ma la distanza può essere colmata. Lo spiega in un altro brano, A sette passi di distanza. «Prende il titolo da un libro che ho ricevuto in regalo sempre da quel ragazzo. Il libro è L’amore ai tempi del colera, che io non avevo mai letto. Márquez, a un certo punto, scrive: “Non erano più a sette passi di distanza ma erano in due giorni diversi”. Io con questo disco voglio rompere il fuso orario e la distanza geografica e riportarmi a sette passi di distanza da quella persona».

«LA TERAPIA»
Con La geografia del buio, Michele vuole anche contribuire ad abbattere lo stigma intorno alla salute mentale. «La musica serve a decifrare il dolore, non a guarirlo», spiega, «Il dolore si cura in uno studio medico, con la terapia». Nel suo caso l’ha raccontato più volte, la cura dopo l’incidente è stato il metodo EMDR: «Con la terapia ho dato una casa a quel dolore. Ho dato un disegno a quel labirinto».

Tra i suoi angeli anche l’amica Chiara Galiazzo, con cui ha cantato per la prima volta dopo il lungo silenzio, Fedez e Chiara Ferragni («Mi hanno invitato a Los Angeles. Mi sono sentito davvero accolto da persone che non avevano interesse a prendere nulla da me, ma solo per la voglia di vedermi risplendere nel mio buio»). E poi Maria De Filippi, con cui ha parlato a lungo prima di esibirsi sul palco di Amici. E Fiorello, che in un vocale gli ha detto: «Ora torna a cantare, e a vivere».

Guarda in alto la nostra video intervista

Foto di Clara Parmigiani






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