Il clochard Omar muore tra le fiamme di una palazzina abbandonata
TREVISO. Omar Halmi, il notissimo clochard di Montebelluna e Treviso, è morto ieri sera tra fumo e fiamme dell’incendio divampato poco dopo le 21 nella palazzina abbandonata al civico 92 di via Piave, quella che un tempo ospitava la “Pizzeria Stadio”.
Omar aveva occupato da qualche tempo l’appartamento abbandonato che sorge proprio sopra il locale, chiuso anch’esso ormai da anni. Vi era riuscito ad entrare chissà quando, probabilmente all’inizio dell’inverno, e lì trovava ricovero contro il freddo.
Le sue giornate passavano così: la mattina alla stazione, mendicando tra i pendolari, poi per le vie della città dove i suoi capelli lunghi e le fattezze erano ormai noti a tutti, e la notte chiuso nell’appartamento, tra coperte e cartoni di un giaciglio apprestato con quello che aveva trovato.
E proprio il materiale che usava per scaldarsi potrebbe aver contribuito ad ucciderlo. A tradirlo forse un fuoco acceso per la notte, forse le esalazioni, incontrollate, ma non è escluso che possa anche essersi trattato di altro: un malore che non gli ha più permesso di tenere a bada la fiamma. Sarà un’inchiesta a chiarirlo.
L’allarme è scattato verso le 21, quando è stato segnalato del fumo che usciva dalle finestre dell’appartamento.
Sul posto sono arrivati subito i carabinieri che sospettando l’incendio potesse essere stato causato da uno o più abusivi hanno chiamato vigili del fuoco e 118. Sono stati i pompieri, arrivati sul posto, a trovare il cadavere del clochard, 61 anni, di origini marocchine, ma ormai da anni a Montebelluna, con una sorella che vive a Cornuda.
Non appena forzata la porta per entrare, tra fiamme e cenere, hanno rinvenuto il corpo dell’uomo riverso a terra.
Inutile il pur tempestivo intervento del 118. I medici non hanno potuto far altro che constate il decesso dell’uomo la cui salma è stata poi portata via dalla Protezione civile di Montebelluna mentre i carabinieri effettuavano i rilievi del caso. Attorno alla casa i lampeggianti di soccorritori e forze dell’ordine hanno brillato fino a notte fonda. —
