La Sorvegliante del collegio va in libreria: «Racconto che c’è sempre un’altra possibilità»
CHIAVERANO
Reduce da un intenso tour televisivo, nel corso del quale ha promosso nelle principali trasmissioni Rai il suo libro “Il sole nasce per tutti” (ed. Piemme, 160 pagg., 16,90 euro), Lucia Gravante è tornata a Chiaverano, dove abita con la famiglia, in attesa di nuovi impegni.
Attiva nel mondo del cinema e della tv ormai da ormai vent’anni ha raggiunto l’apice del successo con il ruolo della Sorvegliante nelle cinque edizioni della docufiction “Il Collegio”, trasmessa da RaiDue. Un importante impulso alla sua notorietà è poi venuto da Instagram: il suo profilo vanta 273mila follower e quotidianamente intrattiene un fitto dialogo con i fan: complimenti, richieste di consigli, confidenze….
«Questo libro – commenta Lucia Gravante – non è un’iniziativa fine a se stessa, ma nasce come primo passo di un progetto, ancora top secret, che dovrebbe svilupparsi nei prossimi mesi attraverso diversi canali».
Non è facile, sfogliando “Il sole nasce per tutti”, catalogarlo: un saggio? Un’autobiografia? Un manuale motivazionale? «Un po’ di tutto questo. Avrei le mie difficoltà a stabilire su quale scaffale porlo – scherza Gravante –. Sicuramente possiamo definirlo un racconto, quello della mia vita, dal quale ho tratto degli insegnamenti che oggi mi sento in grado di condividere affinché altri possano, come ho fatto io, credere che c’è un’altra possibilità. Che quando le cose non vanno bene si può comunque guardare avanti, confidare in una trasformazione. Le nostre cellule cambiano giorno dopo giorno. Perché non possiamo cambiare anche i parametri della nostra vita?».
Lucia Gravante ama ricordare un episodio della sua vita, che si è rivelato profetico: «Ero ragazzina, al mare con i miei: avrò avuto 16 o 17 anni. La vicina di ombrellone era una signora che, nonostante un problema fisico che la faceva zoppicare, aveva un piglio e un’energia pazzeschi. Un giorno ha atteso che i miei si allontanassero per fare il bagno e mi si è avvicinata. Aveva colto il mio malessere, il mio sentirmi brutto anatroccolo. Abbiamo parlato per un po’ e poi mi ha detto di avere fiducia, che un giorno avrei sarei diventata cigno e spiccato il volo. Ho apprezzato molto quel gesto: un adulto che si approccia a una ragazzina, praticamente sconosciuta, per condividere con lei pensieri profondi, fare un’azione meravigliosa, spiegarle che, nonostante tutto, c’è sempre un’alternativa possibile».
Il rapporto adulto-ragazzi è importantissimo nelle riflessioni di Lucia: «Io sono convinta che stiamo togliendo qualcosa a questi giovani, soprattutto l’idea della possibilità, di immaginare e di sognare. Il rapporto è legato a troppi condizionamenti. Noi adulti, dal mio punto di vista, non ci stiamo facendo una bella figura».
Dopo le cinque edizioni del Collegio e il “Il sole nasce per tutti”, cosa c’è nell’immediato futuro di Lucia Gravante? «Come detto, il libro vuole essere il primo passo di un progetto che al momento è ancora molto riservato, ma sul quale faccio molto affidamento. Credo che comunicare ai ragazzi sia fondamentale. E, curiosamente, sto riscontrando che la forbice di età dei lettori si sta allargando, probabilmente perché le problematiche sono trasversali, più significative in giovane età, ma poi presenti anche nelle diverse fasi della vita».
Il progetto resta top secret, ma i temi da affrontare sono ben definiti: «La difficoltà dello stare assieme agli altri, le relazioni in famiglia e il bullismo, che è una vera piaga sociale. Ma anche quel senso di paura e inadeguatezza in questa società che ha la performance come metro di valutazione, una società che ci chiede di essere perfetti, quando poi sappiamo benissimo che la perfezione non è di questo mondo. In fondo, sono gli stessi temi di quarant’anni fa, quelli che hanno caratterizzato la mia formazione».
Lucia Gravante si ritiene fortunata: «Ho potuto affrontare le difficoltà in un’epoca in cui era tutto meno frenetico. Usando una metafora, mi sono presentata ai blocchi di partenza un po’ incerta e claudicante. Ma poi, cadendo e rialzandomi, sono riuscita a concludere la mia maratona. Oggi è diverso: non si tratta più di una maratona, ma dei 100 metri: chiediamo ai ragazzi di esprimersi velocemente e un fallimento è difficilmente recuperabile. Invece, tutti dobbiamo pensare a un mondo più inclusivo, che offra una seconda possibilità e, se non basta, una terza e via dicendo. Io l’ho imparato anche leggendo molte biografie, da Verdi a Einstein, da Churchill alla Roosvelt. Tutte persone, non a caso, che sono cadute, ma hanno saputo trovare la forza per rialzarsi e ripartire. Tutte persone che hanno raggiunto un’idea di se stesse dopo aver scoperto la potenzialità della caduta. È un concetto che, secondo me, dovrebbe diventare materia scolastica».
E rivedremo la Sorvegliante in una sesta edizione del Collegio? «Al momento non è stata presa alcuna decisione sull’eventuale proseguimento della trasmissione. E, d’altronde, non è detto che se ci sarà una sesta edizione, il ruolo di Sorvegliante venga ancora affidato a me. Ma, visto che il sole nasce per tutti, e nasce ogni giorno, guardo con ottimismo al futuro e alle sorprese che potrà riservarmi». —
Federico Bona
