Migliaia di interventi ancora da recuperare a Treviso, mancano gli anestesisti
TREVISO. Pochi anestesisti e sale operatorie sotto stress. La sanità trevigiana ce la sta mettendo tutta per recuperare le prestazioni arretrate: oltre un milione alla fine del lockdown, per effetto dei blocchi all’attività ordinaria non urgente.
Una delle liste d’attesa più lunghe riguarda l’ortopedia con circa 1.500 interventi da evadere in tutta l’Usl di Marca, seguono Oculistica, Dermatologia, Radiologia con la diagnostica per immagini, day e week surgery.
IL PIANO DI RIENTRO
«Il Covid non è finito, dobbiamo tenere precauzioni altissime specie per le sale operatorie» dice il direttore generale dell’Usl 2 Francesco Benazzi, «se prima facevamo 4 interventi ora ne facciamo 2 all’interno dello stesso blocco chirurgico. Serve almeno un’ora tra un intervento e l’altro».
Tempo necessario per le procedure di igienizzazione, per la bonifica degli ambienti, per il continuo cambio dei dispositivi di protezione richiesto al personale e per il controllo dei pazienti che entrano in reparto solo con tampone negativo e vengono costantemente monitorati. Sulle procedure anti-contagio che allungano i tempi dell’operazione si innesta l’annosa questione della carenza di personale.
ASSUNZIONI IN VISTA
Gli anestesisti sono tra gli specialisti più richiesti e meno “reperibili” sul mercato. L’Usl di Marca sta lavorando con 19 anestesisti in meno in corsia, e nonostante l’autorizzazione della Regione per assumerne 22 (3 in più del previsto), non si riesce a trovarli.
Non basta la prospettiva di un posto a tempo indeterminato, i professionisti che escono dalle scuole di specializzazione sono ricercatissimi ma insufficienti. L’azienda sta aspettando come la manna dal cielo che arrivi il mese di novembre quando 10 anestesisti che ultimeranno il loro percorso di studi verranno a lavorare a Treviso.
Così facendo verranno rimpolpate le squadre utili a garantire procedure chirurgiche e sale parto in tutti gli ospedali della provincia che oggi sono costretti a lavorare a scartamento ridotto con 52 anestesisti al Ca’ Foncello, 5 a Oderzo, 9 a Montebelluna, 8 a Conegliano e 4 a Vittorio, mentre Castelfranco è passato in capo allo Iov. Avere più medici consentirà anche di incrementare l’orario delle operazioni in fascia serale: dalle 8 alle 22, anziché dalle 8 alle 20.
PERSONALE IN PRIMA LINEA
L’Usl 2 ha avviato un confronto con il sindacato dei medici ospedalieri Anaao-Assomed per implementare l’attività nei limiti del possibile, mentre la Regione ha stanziato risorse per le prestazioni aggiuntive.
«L’aumento delle visite ambulatoriali per recuperare i mesi del lockdown vedrà un buon recupero delle prestazioni entro Natale, ma al contempo comporta che il 20% dei pazienti viene inviato a intervento chirurgico» evidenzia Pasquale Santoriello, segretario provinciale Anaao-Assomed. Il collo di bottiglia subentra in questa fase.
«Un polo operatorio per funzionare richiede medici, infermieri, ausiliari, operatori socio sanitari, serve molta organizzazione e c’è una mole pazzesca di procedure in arretrato da recuperare, la categoria sta collaborando, sta cercando di dare il massimo in termini di collaborazione e sforzo per rispondere ai pazienti». —
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