Su il sipario al teatro dei Servi: Benvenuti, Monti e Max Giusti
Massa
Riparte la stagione teatrale al Teatro dei Servi. La stagione è stata presentata alla cittadinanza sabato pomeriggio in Piazza Aranci, in una veste del tutto originale. Un’ “Ape teatrale”, ovvero una apetta-palcoscenico ha ospitato un paio di attori della commedia dell’arte (nei ruoli del dottor Balanzone e Arlecchino) che hanno interagito in modo spiritoso con il pubblico su temi attuali come i virus, le distanze e le cure. Il sindaco Francesco Persiani, presente insieme al vicesindaco Andrea Cella, all’assessore Nadia Marnica con la nuova delega alla cultura, la referente FTS del comune e due referenti della Fondazione Toscana Spettacolo (FTS), Simona Dell’Ertole e Tommaso Artioli (in rappresentanza della presidente Beatrice Magnolfi e del direttore Patrizia Coletta), ha dichiarato: «Non è facile di questi tempi organizzare qualcosa, né tanto meno infondere ottimismo, ma con le giuste sinergie come queste con la FTS siamo riusciti a realizzare iniziative anche estive e probabilmente siamo gli unici. Quella teatrale è una importante offerta culturale che la città attende e mentre stanno proseguendo i lavori per restituire alla città il Teatro Guglielmi, siamo contenti di presentare un’anteprima di quello che sarà il calendario del Teatro dei Servi per la prossima stagione».
Simona Dell’Ertole, dopo aver ringraziato la sua città natale per “aver recepito la loro proposta senza arretrare di un passo”, ha illustrato il calendario, volutamente incompleto perché riguardante l’offerta fino a dicembre: «La proposta è articolata perché viene incontro a tutti i gusti e a tutte le età. Per ora presentiamo l’offerta fino a dicembre, ma è già abbastanza definito anche il periodo seguente, visti i tempi è meglio procedere per gradi. Abbiamo avuto la possibilità di riproporre due spettacoli che erano saltati nella precedente stagione, il “Quintetto d’Archi dell’Ort” (il calendario il 18 novembre) e l’innovativa proposta di Alessandro Benvenuti “White rabbit Red Rabbit”, che con la sua formula innovativa di teatro/esperimento sociale (tutto parte da una busta che contiene un testo da sviluppare con il pubblico) sarebbe stato un ottimo finale di stagione, ora in programma il 18 dicembre. Aprirà la stagione “La Parrucca”, unico spettacolo in due date (7-8 novembre) con Maria Amelia Monti, “Bella Bestia”, un confronto psicologico tutto al femminile (il 21 novembre), il “Moby Dick” di Francesco Niccolini il 3 dicembre e l’opera intimistica di Max Giusti “…Che resti tra noi”, un vero debutto per uno spettacolo che l’attore ha deciso di fare soltanto in piccoli teatri (il 12 dicembre). La rassegna per le famiglie, con inizio alle ore 16, prevede 3 adattamenti fiabeschi, il primo “Becco di Rame” dalla fiaba del dott.Briganti (il 15 novembre), il secondo “La regina della neve” dalla fiaba di Andersen (il 6 dicembre) ed infine il famoso “Canto di Natale” di Dickens in formato musical (il 20 dicembre)».
Presente in calendario anche la rassegna “Dicembre in Gospel” e “Le Raccontastorie col cappotto”, racconti per tutta la famiglia da dicembre a gennaio, con una caccia al tesoro finale il 19 dicembre, che verranno spalmati su Massa Centro e Marina di Massa. «Vorrei ricordare che fare spettacolo, oltre ad assicurare lavoro alla categoria, porta anche un indotto esempio i bar».
Cinzia Bertilorenzi, alla quale spettano l’organizzazione, la scelta, le modalità di realizzazione e quindi la stretta sinergia con la FTS, ha precisato che “tutto avverrà nel pieno delle norme anti-Covid. Il Teatro dei Servi ha dovuto ridurre la capienza da 140 a 70 posti pertanto saranno per il momento congelati gli abbonamenti (che torneranno validi quando si allenterà la morsa emergenziale). Le prenotazioni degli spettacoli, a partire dal 24 ottobre, potranno essere fatte direttamente alla biglietteria del teatro o nei circuiti “VivaTicket” online. L’offerta per la famiglia è gratuita. Il Teatro continuerà ad essere gestito dal Comune con il servizio “biglietteria-service-maschere” dato in appalto”.
Andrea Cella ha voluto soltanto dare un messaggio positivo riguardo all’iniziativa perché fare cultura “cura la mente”, in questo periodo dove tendiamo a pensare di curare solo il corpo. —
