La missione di Sabine: apre un rifugio per strappare gli animali all’eutanasia
Non ha mai abbaiato, Aragon. Nel suo silenzio erano racchiuse le sofferenze fisiche e psicologiche causate da un trauma alla colonna vertebrale subìto 24 giorni dopo la nascita. I suoi occhi erano destinati a chiudersi per sempre.
Un mix di sostanze letali mescolato al suo sangue avrebbe dovuto porre fine ai dolori e alle difficoltà motorie che hanno contraddistinto la sua breve vita. Paralisi alle zampe posteriori, la crudele diagnosi. Con lo sguardo Aragon seguiva le scorribande della sorella Amany e di sua madre Dhima, esemplari di rhodesian ridgeback. Nei suoi occhi era impressa una vitalità frenata da quell’handicap che gli impediva di sviluppare muscoli, ma non di alimentare le speranze di un futuro “normale”. Ogni sforzo appariva però inutile. Immobile. Privato della libertà di correre, ma non di vivere. Felice, ma in maniera diversa.
Sabine Anna Klein, veterinaria 56enne originaria di Colonia, non si è arresa a quella diagnosi che indicava nell’eutanasia l’unica ricetta per prevenire un’esistenza di sofferenze. «Aveva una gran voglia di vivere», dice. Fisioterapie e cure gli consentono di muovere i primi passi. A sette mesi, una recrudescenza dei problemi fisici annulla ogni progresso. Aragon lotta. Anche quando finisce sotto i ferri. Un femore segato e l’allungamento di un centimetro di una zampa permettono di recuperare progressivamente l’uso della mobilità. Oggi Aragon corre veloce. Attraversa campi e giardini. Affiancato da Amany e Dhima, inseparabili compagne di vita. Felice, seppur con il supporto di un carrellino, è diventato testimonial e mascotte dell’associazione “Diversamente felici”, onlus che apre oggi i battenti nel podere Sabaudia di Coltano con l’obiettivo di curare cani e gatti disabili destinati all’abbandono o all’eutanasia. Fondata da Klein insieme ad altre tre amiche (di cui due veterinarie), l’associazione si occuperà di fornire le necessarie cure agli animali domestici con problemi fisici.
«Quando nella vita si è fortunati, occorre dare sempre spazio alle buone azioni», dice Klein, arrivata a Pisa negli anni Ottanta («come tutti i tedeschi sono innamorata dell’Italia e della Toscana», sorride) dove si laurea in Veterinaria. «Ho sempre pensato di aiutare in qualche modo gli animali in difficoltà – prosegue –. La storia e le sofferenze vissute con Aragon sono state le scintille che mi hanno portato a concretizzare quella che era solo un’idea».
L’obiettivo dell’associazione, nata anche grazie ad una campagna di crowdfunding, è soprattutto quello di raccogliere animali disabili nei canili, gli ultimi ad incrociare lo sguardo degli umani in cerca di un amico a quatto zampe da adottare. Emarginati, soli a combattere le sofferenze di una vita sfortunata. Quelli che spesso riescono solo ad assaporare la libertà senza mai riuscirla a vivere. «Lo scopo è strapparli alla morte e donare loro le cure e le attenzioni necessarie per poi affidarli a famiglie in cerca di cani o gatti da adottare – continua Klein –, avviando anche percorsi di sensibilizzazione». Eventi ed iniziative culturali finanzieranno parte dell’impegno dell’associazione. «Il nostro vuole essere – conclude la veterinaria tedesca – un luogo dove dare una seconda opportunità a cani e gatti che, seppur in maniera diversa, possono vivere felici». –
