Il cardiochirurgo e sindaco contro l'Asl: "Ritardi nei tamponi inaccettabili, il direttore si dimetta"
FORTE DEI MARMI. È tornato a fare le sue dirette Facebook che nelle sere di lockdown sono state seguite da migliaia di utenti. E lo ha fatto criticando duramente l’Asl per i ritardi nei tamponi, e non solo quelli, e chiedere le dimissioni del direttore dell’azienda sanitaria MariaLetizia Casani. «In queste situazioni – dice Bruno Murzi, sindaco di Forte dei Marmi e cardiochirurgo pediatrico in pensione – non si chiede scusa, si va a casa».
Attacca la Casani per le scuse fatte attraverso un quotidiano online per i ritardi nella presa in carico dei pazienti in quarantena a domicilio. Ritardi, secondo il sindaco di Forte, con alle spalle un passato in corsia, «inaccettabili».
C’è stato «tutto il tempo – dice Murzi – per prepararsi. L’Asl è questo che doveva fare. Prepararsi per questo momento che sapevamo che, come il Natale, sarebbe arrivato sicuramente». Ritardi che si registrano soprattutto nell’esecuzione dei tamponi. «Conosco persone che hanno aspettato la risposta di un tampone cinque giorni. Altri che aspettano da otto giorni l’esecuzione del test. In queste situazioni non si chiede scusa, ma si va a casa. Spero che il nuovo governatore della Regione – dice Murzi – scelga un assessore alla sanità che riesca a mettere mano a questa situazione che sembra essere lasciata all’inventiva dei singoli, sperando che ci sia inventiva dei singoli».
Secondo il primo cittadino di Forte dei Marmi «va rivisto il sistema, vanno aumentati gli operatori in servizio per l’emergenza, va avvicinata l’esecuzione dei tamponi». Si dice convinto «che la guerra al covid si vince sul territorio. È sul territorio che vanno individuate le persone positive velocemente, che velocemente vengono messe in quarantena e velocemente vengono individuati i contatti. Allora quello che bisogna sapere è: quanti sono gli uomini che lavorano nel dipartimento di igiene e sanità pubblica, di quanto sono stati rinforzati, dove facciamo i tamponi, perché non vengono fatte nelle singole zona».
La Versilia, ogni giorno, attualmente, «ha bisogno di 350 tamponi. Esistono delle macchine, quelle prese dalle varie Asl con gara di Estar, che possono fare slot da 100 tamponi a volta. In una giornata ne fa tranquillamente 300. Questo renderebbe tutto più veloce. Non bisogna portarli in altre province. C’è un contatto diretto fra il territorio e chi analizza i tamponi. Perché non è stato fatto?». Murzi chiude dicendo che è «inutile che qualcuno ci parla dei 110 medici che entreranno nella scuola, di cui 7 entreranno lunedì. Noi avevamo bisogno di questa gente mesi fa. Abbiamo bisogno di persone che riescano a tracciare il contagio. Ripeto che noi la guerra la vinciamo sul territorio: abbiamo bisogno di medici che siano in grado di individuare i positivi, i contatti e di metterli in quarantena».
