Ecco tutti i redditi di assessori e consiglieri di Montebelluna: da zero a 235 mila euro annui
MONTEBELLUNA Chi è il più ricco di quanti siedono, tra giunta e consiglieri di maggioranza e di minoranza, in consiglio comunale a Montebelluna? Il capogruppo della Lega e uno dei papabili ad essere candidato sindaco a primavera Adalberto Bordin. È l’unico che ha superato nel 2018 i duecentomila euro di reddito. Lo seguono dottori e avvocati. In fondo alla lista chi non aveva reddito, perché studente.
Sul sito del Comune di Montebelluna ci sono infatti i redditi 2018, presentati nel 2019, e da lì si vede quale è la situazione reddituale di chi siede in sala consiliare. Redditi da lavoro, perché i gettoni di presenza sono ben poca cosa. Anche il ruolo di assessore non consente di percepire granché: 640 euro lordi se lavoratore dipendente, 1.280 se autonomo, da vicesindaco si sale a 1.564, il sindaco invece 2.844,66 euro mensili. Tutte cifre lorde naturalmente.
Tornando ai redditi 2018 in testa c’è appunto Adalberto Bordin, che lavora col padre nello studio di commercialista: 235.766 il suo reddito 2018. In giunta sono su posizioni elevate anche il vicesindaco Elzo Severin, che è medico di medicina generale con ambulatorio a Montebelluna. Con un reddito che supera i 60mila euro Maria Bortoletto, che ha uno studio di avvocato, mentre gli altri assessori viaggiano sui compensi da lavoratori dipendenti, quindi tra gli oltre 42mila di Antonio Romeo, che è stato sottufficiale dei carabinieri ed ora ha la partita Iva, e i 25mila e qualcosa di Michele Toaldo, che è dipendente della coop.
Discorso a parte per il reddito di Debora Varaschin, l’assessore forzista alla Cultura: nel sito del Comune c’è il suo reddito del 2016, che non arrivava ai 9mila euro.
E il sindaco? Lui è docente di filosofia al liceo Veronese, ma è in aspettativa appunto perché sindaco e il suo reddito 2018 era di nemmeno 39mila euro.
La maggioranza consiliare vede in testa appunto il capogruppo leghista con 235mila euro abbondanti; gli altri leghisti variano dagli oltre 50mila di Walter Baseggio, uno dei leader del coordinamento don Torta, a Silvia Pontini che non ha redditi, un impresario artigiano come Sergio Zanella viaggiava nel 2018 a quasi 13mila euro di imponibile, il presidente del consiglio comunale, Adriano Martignago, superava i 23mila euro, gli altri avevano dichiarato redditi da dipendente o da pensionato.
In Fratelli d’Italia modesto il reddito della capogruppo e vicepresidente del consiglio comunale Lucrezia Favaro: 670 euro come partita Iva. Era fresca di abilitazione ad avvocato e non aveva aperto uno studio suo, ma aiutava la madre nel negozio di abbigliamento. L’altro consigliere, Gaetano Innocente, di professione macellaio, aveva dichiarato invece più di 36mila euro, mentre Claudio Borgia, l’assessore all’Istruzione, aveva un reddito di oltre 35mila euro.
E tra le minoranze? Primeggiano i medici: oltre 99mila euro Fernanda Favotto, di Alternativa Giusta; poco più di 87mila euro di imponibile per Silvio Tessari, ora in pensione e prima medico in ginecologia al San Valentino. Anche tra le minoranze c’è chi non ha dichiarato redditi: è il capogruppo del Pd Davide Quaggiotto, studente universitario.
Tra le minoranze sui livelli alti si collocano poi due donne: Sabrina Favaro con i suoi 74mila euro scarsi di imponibile e Norma Marcuzzo che nel 208 aveva superato i 71mila euro. La prima è avvocato con studio in viale della Vittoria e fa parte del movimento di Fitto indirizzato verso FdI, l’altra nel 2018 era dipendente in un noto studio di commercialista, era stata eletta con Alternativa Giusta ma poi si è tolta dal gruppo ed ora è indipendente.
Gli altri consiglieri di minoranza fanno gli insegnanti e quindi il loro reddito 2018 viaggiava dai quasi 25mila di Francesco Bortignon di Alternativa Giusta agli oltre 39mila di Loreno Miotto del Pd: insegnano nella stessa scuola ma la differenza di anzianità determina anche il diverso reddito. —
