Ivrea. La storia e l’arte del passato. Il presente e l’arte contemporanea
IVREA
Si terrà domani, sabato 17, alle 16, nella sala Santa Marta di Ivrea, il primo dei due appuntamenti culturali previsti nell’ambito di Art Site Fest, festival dedicato ai linguaggi della contemporaneità, e in occasione della mostra di Agostino Arrivabene, Visitazioni, in corso al Museo Garda fino al 22 novembre prossimo.
Si tratta di una interessante conversazione sull’arte dedicata al rapporto tra Musei storici e Arte contemporanea, tema di grande rilevanza e attualità. Alla conferenza interverranno Annamaria Bava, curatrice della Galleria Sabauda dei Musei Reali di Torino, già coinvolta in altre occasioni in operazioni site specific, Stefano Trucco, presidente del Centro per la Conservazione e il Restauro La Venaria Reale, che si occupa specificamente del tema del restauro dell’arte contemporanea, e, in veste di moderatrice, Paola Stroppiana, giornalista e storica dell’arte.
L’introduzione sarà a cura di Domenico Maria Papa, curatore della mostra Visitazioni. «Da una parte –spiegano gli organizzatori- la storia e l’arte del passato, dall’altra il presente e l’arte contemporanea, in un dialogo proficuo e continuo in cui un elemento nutre e arricchisce l’altro, divenendone parte integrante. L’arte di oggi offre nuove chiavi di lettura e di approfondimento per le collezioni storiche dei musei, aiutando a interpretare e leggere l’arte del passato. Allo stesso modo i musei storici, grazie a questa commistione, possono integrare e rinnovare la propria offerta».
Al termine della conferenza si terrà una visita guidata alla mostra con l’artista Agostino Arrivabene. Prenotazione obbligatoria ad artsitefest@gmail.com; ingresso fino a esaurimento posti.
Continua, intanto, con grande successo per la sua elevata qualità, la mostra site-specific di Arrivabene, pensata dal curatore Papa come il racconto della visita di un pittore a un Cabinet de curiosités. Ventuno le opere esposte, un nucleo di lavori tra i più significativi della ricerca dell’artista, che non esaurisce, però, nell’esposizione il significato del progetto, ma si muove tra le sale del Garda interrogando oggetti e storie, inserendosi tra reperti, arredi e dipinti, collocando alcuni suoi lavori, tra i più interessanti, tra le altre opere raccolte ed esposte.
«In questo modo - ricorda Papa - esso non opera un’integrazione di collezioni già ricche e articolate, ma piuttosto testimonia affinità di forme e di manufatti. Ne origina un gioco, quasi di mimesi, grazie al quale l’artista opera in modo che non si distingua, a una prima occhiata tra arte contemporanea e arte antica». —
Franco Farnè
