Ivrea. Allo Zac la musica che parla di umanità
IVREA. Si terrà domani, sabato 17, alle 22, allo Zac di Ivrea, il concerto di Jabel Kanuteh e Marco Zanotti, intitolato Freedom of Movement. Kanuteh, ricordano le note di sala, è un griot di Tambasansang, nel Gambia, suona la kora come vuole la tradizione centenaria del suo cognome e, tra le tante storie che racconta, c’è anche la sua di migrante tra il Sahara, la Libia e il Mediterraneo.
Zanotti è un visionario percussionista romagnolo già direttore della Classica Orchestra Afrobeat e di Cucoma Combo, oltre che traduttore della biografia di Fela Kuti e instancabile agitatore culturale. Partendo da due strumenti apparentemente così distanti, la kora e la batteria, Marco e Jabel sanno amalgamare sapientemente le loro due anime musicali che si incontrano e si corrispondono in un dialogo sonoro che parla di umanità, di tradizione e di speranza. Freedom of Movement è anche il titolo del loro primo album insieme, registrato nell’inverno del 2019, con la partecipazione di Paolo Angeli come ospite speciale. Libertà di movimento significa essere liberi di attraversare confini e frontiere e Jabel e Marco lo fanno con la musica, attraverso un approccio spontaneo, organico e imprevedibilmente vitale.
Marco Zanotti è un musicista anticonvenzionale, imprevedibile, instancabilmente curioso delle tradizioni e incline alla sperimentazione e le sue note biografiche segnalano che «collabora e ha collaborato con numerosi musicisti e artisti in Italia e all'estero, ma anche registi, coreografi e cori, sempre affiancando la produzione artistica a una costante ricerca di stimoli, suoni e significati, con frequenti viaggi soprattutto in Africa e America Latina.
Nel 2019 cura le musiche e suona nello spettacolo Mbira, di Roberto Castello (candidato al premio Ubu), partecipa alla colonna sonora di Gauguin a Tahiti, il paradiso perduto, di Remo Anzovino. Dal 2010 tiene un laboratorio sperimentale permanente chiamato Officina del Ritmo.
Jabel Kanuteh, primogenito di 10 figli, ha iniziato a studiare la kora con suo padre, Musa Kanuteh, griot ovvero poeta e cantore che ha il compito di conservare la tradizione orale degli antenati. Arrivato in Italia dopo tre giorni di viaggio via mare e venti di deserto, transitando per il Mali e la Libia, ora vive a Peglio, in provincia di Pesaro e Urbino. La sua musica di grande forza evocativa, racconta la sua storia di musicista migrante. —
Franco Farnè.
