Terzo pareggio in tre gare per il Pordenone, sconfitta-beffa scongiurata all'ultimo minuto contro la Spal
LIGNANO SABBIADORO. Alla prima partita su campo dello stadio Teghil di Lignano Sabbiadoro, il Pordenone coglie il terzo pareggio in tre gare. Dopo quelli esterni contro Lecce e Vicenza, ecco quello, pirotecnico, con l’ambizoosa Spal, appena retrocessa dalla serie A: sconfitta-beffa scogiurata all’ultimo minuto, dopo un’incredibile rimonta subita, da 2-0 a 2-3.
Mister Tesser sforna un undici tutto nuovo, con ben tre debuttanti: tra i pali c’è infatti l’ultimo arrivato, il portiere di San Vito Perisan, in difesa sull’out di destra esordio in campionato per Berra. Confermato il resto della retroguardia, così come la linea a tre di centrocampo, mentre sulla trequarti, assenti Gavazzi e Mallamo, gioca Ciurria alle spalle di Diaw e Butic, quest’ultimo alla sua prima volta da titolare.
Spal subito aggressiva e in tre minuti colleziona un paio di calci d’angolo e al 4', su bella discesa di D’Alessandro, crea una grande occasione con Castro, che arriva con un attimo di ritardo sullo scarico del compagno e non riesce a trovare lo spazio giusto, Perisan si salva. Ma il Pordenone reagisce immediatamente e sul ribaltamento di fronte reclama invano un rigore parso solare con Butic, letteralmente steso in piena area da Murgia.
L’arbitro incredibilmente non ravvede nulla, i ramarri non si perdono d’animo e sull’azione successiva, dopo aver recuperato palla sulla propria trequarti, riparte a velocità folle con Diaw, che in azione solitaria entra in area dal centro-sinistra, evita Salamon di forza, rientra su Vicari e con il destro trafigge Berisha.
Che grandissimo gol il secondo consecutivo del bomber friulano, ex Cittadella, giocatore che si conferma straordinario, in grado di fare la differenza da solo. Un gol che galvanizza il Teghil, caldo come il Bottecchia dei tempi d’oro, ed esalta soprattutto i neroverdi, che raccolgono gli applausi e continuano a spingere, sfruttando la sua arma migliore, il contropiede, e i varchi lasciati da una Spal un po’ stordita.
Così al 18’, sugli sviluppi del corner procurato da Magnino, che tutto solo davanti a Berisha si divora il 2-0 su un errato disimpegno della difesa ospite, Barison di testa fa centro. Uno vero spettacolo, al cospetto di un avversario decisamente quotato. Alla mezz’ora però una distrazione costa cara ai padroni di casa: su cross dalla destra di Sernicola, Castro prende il tempo a Berra e di testa, sul primo palo, fredda Perisan. E’ la rete grazie alla quale la Spal entra definitivamente in partita: ora in campo c’è maggiore equilibrio e il Pordenone comincia a soffrire le folate offensive di giocatori del calibro di Vicari e Paloschi.
E prima dell’intervallo ci vogliono un colpo di reni di Perisan per deviare un colpo di testa di Castro, quindi una provvidenziale traversa a respingere un’incornata in torsione di Vicari, per scongiurare il pareggio. Che arriva però in avvio di ripresa, con Strefezza che elude la marcatura di Magnino al limite dell’area e scarica alle spalle di Perisan un bolide a mezz’altezza.
E pochi minuti dopo la Spal corona la sua rimonta: punizione dalla trequarti di Murgia, sponda di Tomovic e Paloschi, da due passi, non può fallire: biancazzurri rinati completamente, dopo una prima mezz’ora di gara trascorsa totalmente in balìa degli avversari. Tesser prova a rimediare togliendo Butic per il gigante polacco Musiolik.
Il Pordenone fatica a ritrovare il bandolo della propria matassa. Manca la densità dei primi minuti, la Spal occupa bene il campo e non concede rifornimenti alle punte, con Diaw che nella ripresa non riesce mai trovare lo spazio per le sue accelerazioni letali. Il Pordenone prova a spingere nel finale e va vicino al pareggio al 33’ con una bella iniziativa di Calò, ma Salamon lo chiude in extremis.
Il gol del 3-3 comunque arriva, e lo firma ancora Diaw, di prepotenza, dal dischetto, a un minuto dal 90: a regalarlo è una clamorosa ingenuità di Murgia in uscita da una situazione difesniova già sbrogliata: un braccio allargato per portare avanti il pallone, che l’arbitro stavolta non può non vedere. Un altro buon punto per i ramarri, considerando l’andamento del match. Per la prima vittoria potrebbe bastare qualche giorno di attesa: martedì sera al Tombolato c’è il derby triveneto col Cittadella: quale migliore occasione?
