Così ho ideato il raduno dei fan dei Nomadi
CASALROMANO. Il 26 settembre scorso a Riccardo Angolini di Casalromano è stato attribuito il “Sesto tributo a Dante Pergreffi”, il riconoscimento che i Nomadi consegnano alle persone che hanno collaborato, a vario titolo, con il gruppo e con la rete di fan club, oltre al lavoro sui progetti sociali, collegati alla musica della band fondata da Beppe Carletti e Augusto Daolio.
Il tributo è dedicato al bassista morto in un incidente stradale il 14 maggio 1992 (pochi mesi prima della scomparsa di Daolio). Angolini, si legge sulla targa, è stato premiato «per essere stato l’ideatore del Raduno nazionale Nomadi fan club sin dagli anni ’80». Una storia lunga, nata il 4 luglio del 1981. Una passione, quella per l’organizzazione di eventi, che caratterizza lo spirito di Angolini, persona pratica, concreta e allo stesso tempo schiva. Non ama il palco, non ama i riflettori, ma è una vera forza della natura in fatto di organizzazione e di idee.
«Il tutto nasce perché avevamo una festa in paese. Mi rivolsi a un’agenzia che mi consigliò I Nomadi che, la sera prima, suonavano vicino a Casalromano. Se mi è concessa una battuta - afferma sorridendo - all’epoca li conoscevo ma li consideravo un gruppo che già aveva fatto la sua parte. Fu invece una piacevole sorpresa: arrivarono a Casalromano circa 1.800 persone. Fu un successo enorme, con tanto di gaffe iniziale dato che avevo previsto un Dj per l’apertura. Non sapevo che quel pubblico non amava la musica dance».
Da quel momento nasce un legame e un’amore fra il gruppo, Angolini, Casalromano e le molte associazioni che collaborano alla riuscita di questa storia. «Dal 1982 al 1987 il concerto dei Nomadi si tiene in settembre, per la fiera» spiega Angolini. Cinque concerti che rafforzano il legame fra il pubblico e il piccolo paese che ospita, però, non solo i Nomadi. Nel corso tempo Angolini e le varie associazioni del paese hanno portato a Casalromano, fra gli altri, Ligabue, Graziani, Negrita, Timoria e l'elenco è molto lungo.
Nel 1988 i Nomadi festeggiano i 25 anni di carriera (la band è nata nel 1963 a Novellara). «In quell’occasione discutiamo con il gruppo e pensiamo di dar vita a una festa speciale di compleanno che andrà in scena il 30 aprile», continua Angolini. A quel punto serve rinnovare la formula. «Ci siamo confrontati ancora e abbiamo deciso per una formula che poi risulterà molto fortunata e cioè quella del raduno nazionale dei fan club. La prima edizione è del 15 aprile 1989. L’idea è nata qui a Casalromano perché a quell’epoca il fenomeno dei fans club - oggi una delle grandi forze del pubblico nomade - non c’era».
Oggi, come ben sanno tutti i fan del gruppo di Carletti, la rete territoriale dei club ha contribuito non solo al continuo successo delle canzoni della band, ma anche alla buona riuscita delle molte campagne sociali, e di aiuto ai bisognosi, messe in atto e avviate proprio grazie ai fans club. «L’idea del raduno è stata azzeccata e Casalromano è diventato famoso in tutta Italia. Qui da noi arrivavano autobus da tutto lo Stivale. Abbiamo avuto edizioni con migliaia di fans. Senza dimenticare che il concerto di Casalromano è sempre stato uno show particolare per durata e per coinvolgimento di pubblico».
Partite a calcio, messa per Daolio e Pergreffi, incontri, concerti di cover band, stand gastronomici e ritrovo per confrontarsi su idee e iniziative del mondo nomade: tutto questo è quello che diventato, negli anni, il raduno nazionale pensato e creato da Angolini. «Il raduno dal 1989 fino al 2019 si è sempre fatto, superando anche le fasi critiche della carriera del gruppo (la morte di Augusto, i vari cambi di componenti della band, ndr). Un anno solo ci siamo spostati ad Asola. Quest'anno avevamo deciso di rinnovare la formula e l’evento si sarebbe svolto a Montichiari, ma il Covid ha bloccato tutto e così la nostra formula, per ora, è in stand by», conclude Angolini che, da qualche anno, è in pensione dopo aver lavorato come dipendente del Comune di Casalromano.
«Quando ho terminato la mia carriera lavorativa ho fatto dipingere una tela con tutti i cantanti dei Nomadi e Beppe Carletti. È appesa in comune, a ricordo di tutto quello che è stato fatto». —
