Tornano i focolai nelle case di riposo del Mantovano: quindici positivi in quattro strutture
MANTOVA. Con l’arrivo della seconda ondata di contagi da Covid-19, (ieri nel Mantovano si sono registrati 42 nuovi casi) tornano i timori all’interno delle strutture per anziani, Rsa e case di riposo.
E come era prevedibile, nonostante tutte le misure restrittive messe in atto per contenere la diffusione del virus e la continua e serrata attività di contact tracing, alcuni casi positivi sono stati registrati in queste ore anche nel Mantovano.
Attualmente sono una quindicina, distribuiti in 4 strutture per anziani. In una sono stati rilevati 7 casi, mentre nelle altre si va da uno a due.
Ats Val Padana ha subito disposto l’isolamento dei soggetti contagiati all’interno della Rsa, nel caso in cui la struttura sia provvista di uno spazio adeguato, o lo spostamento nei letti sub-acuti, che in questo momento sono stati attivati all’ospedale Carlo Poma. In campo anche l’Asst con i tamponi al personale e agli altri ospiti.
Al di là dei monitoraggi di routine programmati sulle strutture per anziani, Ats ha elaborato un piano in accordo con Rsa, case di riposo e residenze per disabili che prevede l’immediata segnalazione di casi sospetti e la successiva attivazione dell’iter per i tamponi. In ogni caso, fanno sapere dall’Agenzia di tutela della salute, al momento i casi di positività, al di là delle condizioni di base dei soggetti ospiti, non sono ritenuti gravi. In alcuni casi si tratta addirittura di asintomatici e paucisintomatici.
Nel frattempo giovedì il presidente della Regione, Attilio Fontana, ha prorogato fino a lunedì prossimo l’ordinanza regionale sulle misure di prevenzione e gestione dell’emergenza coronavirus. Nel testo viene anche specificato che “l’accesso alle strutture delle unità di offerta residenziali della rete territoriale da parte di familiari/caregiver e conoscenti degli utenti ivi presenti è vietato, salvo autorizzazione del responsabile medico, ovvero del referente Covid-19 della struttura stessa (esempio: situazioni di fine vita) e, comunque, previa rilevazione della temperatura corporea all'entrata e l'adozione di tutte le misure necessarie ad impedire il contagio”.
Di fatto il governatore lombardo ha ribadito e sottolineato quanto disposto già in precedenza, ma con un ulteriore giro di vite, e cioè che l’accesso alle strutture per anziani da parte di parenti o altre persone oltre a non essere generalizzato va sempre autorizzato dai referenti sanitari di Rsa e case di riposo in casi eccezionali e con tutte le accortezze del caso.
Le Rsa associate ad Apromea e Uneba-Mantova hanno preso atto del nuovo provvedimento. Di fatto regione Lombardia ritorna al divieto vigente nel periodo del lockdown che prevedeva deroghe assolutamente eccezionali e da valutare caso per caso.
«Pertanto – si legge in una nota delle due associazioni – in applicazione delle nuove regole, le Rsa associate bloccheranno le visite agli ospiti da parte dei parenti, ripristinando o incrementando la possibilità di effettuare telefonate e videochiamate. I presidenti e i direttori delle Rsa sono consapevoli del grande sacrificio che si chiederà nuovamente agli ospiti e alle loro famiglie ma la sicurezza degli anziani non può essere incrinata. Per questa ragione si sta concordando con Ats Val Padana un controllo continuo anche degli operatori, in modo da allontanare il più possibile la possibilità di un ritorno del virus nelle nostre strutture». —
