Chiuso un asilo nido privato dopo la positività della titolare
LUCCA
Momenti di preoccupazione e anche un giorno di chiusura, per un asilo nido privato della periferia lucchese, dopo che la titolare è risultata positiva al coronavirus. L’allarme attorno alla struttura, di cui non indichiamo il nome (in quanto tutte le famiglie interessate sono già state avvertite e per tutelare la privacy dell’unico – e quindi facilmente identificabile – gruppo di bambini che lo frequenta), è rientrato nel giro di poche ore, ma, nel frattempo, molte famiglie sono hanno vissuto momenti di angoscia. Tutto è nato dalla scoperta della positività al covid nella madre della titolare del nido (che accoglie 20 bambini dai 3 mesi ai 3 anni). Sottoposta a tampone, mercoledì, anche quest’ultima è risultata positiva.
Da qui la decisione di chiudere l’asilo per la giornata di ieri, mentre venivano avviati i protocolli per risalire ai contatti. Il timore iniziale era quello di un tampone e di una quarantena per i bambini, per le altre educatrici e anche per quei tre/quattro genitori che erano stati all’asilo, avendo fatto l’inserimento scolastico dei propri figli (ossia tener loro compagnia nei primi momenti all’interno del nuovo ambiente).
Una prospettiva allarmante che, almeno da un punto di vista “tecnico” si è dissolta già nel primo pomeriggio, quando è risultato che nelle 48 ore precedenti (limite previsto dalle linee guida), la titolare non era stata nell’asilo e non aveva avuto contatti con nessuno del personale (così come non ve ne erano stati in attesa del risultato del tampone).
In sostanza, a quel punto, sono decaduti gli obbligo di quarantena e di sottoporre a tampone bambini, educatrici e i genitori che erano stati nell’asilo. L’asilo nido, in sostanza, già da lunedì dovrebbe riaprire i battenti.
Fin qui la cronaca dell’accaduto, che però sta sollevando diverse perplessità tra i genitori, legate a questa strana asincronia tra regolamenti (il protocollo appunto) e logica comune. Un contrasto probabilmente destinato a emergere nei prossimi giorni anche in altri ambiti. Nessuno infatti mette in discussione il comportamento professionale della titolare dell’asilo che, anzi, ha chiuso di sua iniziativa la struttura, ha subito avvertito Asl e famiglie, e ha rispettato alla lettera, e anche oltre, i protocolli. Ma quelle 48 ore “da regolamento”, agli occhi di molti genitori non vengono viste come un margine di assoluta sicurezza. Un sentimento comprensibile, visto che si parla di bambini (che, fra l’altro, non sono obbligati per età a indossare la mascherina). Da qui la decisione di molti di sottoporre comunque i figli a tampone, e anche un invito, anche se “da regolamento” non sarebbe obbligato, a farlo anche al resto del personale scolastico. Per la tranquillità, di cui c’è un gran bisogno. —
