"Cresta" sui funerali, patteggiano ex direttore e due necrofori
PRATO. Soldi chiesti “fuori sacco” ai parenti dei defunti che si erano rivolti alla Croce d’Oro per i servizi funebri, che poi si meravigliavano di aver pagato due volte per lo stesso servizio. Ieri è arrivata una sentenza di condanna per due ex dipendenti dell’associazione e per l’ex direttore della Croce d’Oro e della relativa Fondazione. L’accusa è di truffa aggravata e appropriazione indebita per il direttore e la sola appropriazione indebita aggravata per i due necrofori.
L’inchiesta del sostituto procuratore Lorenzo Boscagli è partita nel 2018 dalle denunce presentate dalla stessa Croce d’Oro, difesa dall’avvocato Marco Barone. Gli ammanchi nelle casse dell’associazione, secondo la ricostruzione dell’avvocato che a suo tempo ha presentato un’ampia documentazione alla Procura, ammontano a circa 100.000 euro e gli episodi sarebbero avvenuti fra il 2017 e l’inizio del 2018. Gli ex dipendenti ed ex direttore della Croce d’Oro si sono presentati di fronte al giudice per le udienze preliminari, che ha accolta la richiesta di patteggiamento per una condanna a 1 anno e 10 mesi più 1.200 euro di multa per l’ex direttore ed un anno più 400mila euro di multa per i due necrofori. La pena è stata sospesa. I tre dipendenti erano stati allontanati dalla Croce d’Oro subito dopo la scoperta degli ammanchi, sia sui conti correnti che sui servizi funebri.
