Modena Comune a Elio Park: «Abuso edilizio I gazebo vanno rimossi dai chioschi»
MODENA Scoppia il caso delle coperture non autorizzate al chiosco Elio Park del parco delle Rimembranze, svelato ieri dalla Gazzetta di Modena.
E la vicenda arriva alla Procura della Repubblica per presunto abuso edilizio. Il titolare di una delle tre strutture riaperte dopo anni di polemiche ha infatti montato da giorni alcuni dehors per permettere ai clienti di consumare al coperto con l’arrivo dei primi freddi e piogge. Peccato che quelle nuove strutture, poste in un parco-monumento vincolato dallo Stato, non abbiano l’autorizzazione né del Comune né della Soprintendenza.
Per tutto questo ieri il Comune, dopo avere multato due volte in pochi giorni l’imprenditore Piero Zoboli, titolare appunto di Elio Park, ha spiegato che si è «aperto un procedimento per presunto abuso edilizio» perché in un «sopralluogo della scorsa settimana sono state individuate attrezzature non conformi» tanto che il chiosco del parco «è stato sanzionato già la scorsa settimana per la violazione del Regolamento su dehors e Tosap e al titolare del locale è stata intimata anche la rimozione di strutture collocate abusivamente sul suolo pubblico vincolato».
La situazione Covid non è semplice per i locali - tutti - e a ciò si aggiunge, secondo il titolare di Elio Park, la necessità di fare lavorare i tre chioschi del parco delle Rimembranze anche fuori dai mesi caldi. Le parti al chiuso autorizzate per questi piccoli chioschi non sono molto ampie, ma ciò era stato fatto per la necessità di salvaguardare l’area verde. Questo perché il parco, tra i viali Muratori e Martiri, non è solo un luogo di consumo e divertimento costruito al posto delle vecchie mura cittadine, ma anche un monumento in memoria della prima guerra mondiale. Serviva un certo equilibrio dopo polemiche, processi, esposti di Italia Nostra e residenti.
L’imprenditore Piero Zoboli, però, si dice esasperato perché il Comune e gli altri enti preposti già in primavera non avevano accolto la sua richiesta di aprire un dialogo per parlare di eventuali coperture per i mesi freddi. Non a caso ha parlato di “provocazione” con il noleggio per un mese di queste coperture bianche sul tetto e trasparenti nel resto del corpo. Il Comune però non l’ha presa come una provocazione e ricorda che si stanno eseguendo «ulteriori approfondimenti tecnici, per valutare eventuali ulteriori infrazioni a regolamenti o normative». Giovedì in consiglio comunale, rispondendo a una interrogazione del consigliere Antonio Baldini della Lega, l’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli aveva sottolineato come in questa fase, a neppure un anno dalla riapertura dell’ultimo dei tre chioschi, «continuasse l’attività di controllo dell’area, con anche interventi puntuali per evitare che le strutture eccedano nell’occupazione degli spazi pubblici, con modalità non adeguate al luogo». —
