Di sicuro c’è l’autunno
Questo articolo è stato pubblicato sul numero 42 di Vanity Fair, in edicola fino al 20 ottobre.
Non ne posso più dei virologi in tv. Non ne posso più dei numeri dei contagi, degli annunci che annunciano nuovi decreti, di tutti quelli che sanno tutto e vanno in tv a dare opinioni su tutto, di tutti quelli che dicono «Ma voltiamo pagina» per parlare di gossip e subito dopo di un bimbo morto in circostanze sconosciute e non ne posso più delle mode che si attaccano come i pidocchi sui capelli dei bambini.
Non ne posso più dei «coming out» strumentalizzati. Non ne posso più del Covid-19 nato in laboratorio, poi no, poi sì e poi ancora no ma forse sì, non ne posso più delle frasi fatte dette per prendere tempo o tanto per dire qualcosa, non ne posso più del «Nel bene o nel male, purché se ne parli», non ne posso più delle notizie sulle mascherine che ti salvano la vita e poi forse ti fanno ammalare, delle news sul vaccino antinfluenzale che tutti dobbiamo fare ma che poi è meglio di no.
Non ne posso più delle notizie che confondono la gente e la fanno incazzare, notizie date per mettere al mondo nuova rabbia che però si sa «fa vendere». Mi siedo sulla panchina di una piazza abbastanza trafficata da pedoni e macchine, i miei «non ne posso più» sono usciti con me. Mi guardo intorno per ritrovare un po’ di verità…
È autunno, forse cadono le foglie gialle dagli alberi… È l’unica notizia concreta che posso darvi… Perché pure le stagioni… Mah.
