Padova, trova mille euro per terra e li porta al proprietario: «Nessuna esitazione»
PADOVA. Giovanni Zaggia giovedì sera, all’uscita del suo laboratorio orafo sotto galleria Duomo, ha trovato una busta con quasi mille euro dentro. Niente di più facile che metterla in tasca e tornare a casa: vai a sapere di chi erano quei soldi.
Invece il logo sulla busta, quello del locale Caffeine, gli si è insinuato nella mente: «Continuavo a pensare che potesse averli persi un dipendente» ammette, «magari una ragazza o un ragazzo giovani a cui era stata affidata quella responsabilità». La coscienza di padre e di brava persona ha deciso per lui e Giovanni, quasi 60 anni, è andato a restituire i soldi smarriti: «Ci ho provato la sera stessa» racconta, «ma non sono riuscito a individuare il bar in via Roma. Il giorno dopo ho chiamato, ho chiesto se avessero perso qualcosa e mi hanno risposto una busta bianca con dei soldi. Il pomeriggio glieli ho portati».
Eppure di questi tempi un incasso imprevisto avrebbe fatto comodo al laboratorio-oreficeria Zaggia: «L’unico pensiero che ho avuto è stato per la persona che li aveva persi » spiega, «ed era insopportabile. Certo che il periodo è funesto, lo era anche prima del Covid-19 e il virus ha peggiorato ogni cosa». In galleria Duomo Giovanni da 25 anni, il laboratorio Zaggia, che Giovanni conduce con il fratello Michele, sta attraversando un momento complicato: «Le difficoltà c’erano già, adesso sono ancora più gravi».Una situazione che comunque non ha impedito di fare la cosa giusta.
A perdere il denaro era stato lo stesso titolare del Caffeine, Jacopo Morelli: «Mi saranno scivolati dalla borsa» spiega, «è la prima volta, in quattro anni che siamo aperti, che qualcuno ci restituisce soldi, di solito ce li rubano: il barattolo delle mance è sparito già due volte, tutte e due con video. Trovare una persona onesta è una bella rarità che di questi tempi scalda ancora di più il cuore. Quella sera, quando mi sono accorto che avevo perso la busta con l’incasso, ho provato a cercarla. Era un terzo degli incassi a cui eravamo abituati prima del Coronavirus, quindi sarebbe stato ancora più grave perderli. Avevo perso le speranze di ritrovarli e l’unica paura era che fossero finiti nella spazzatura».
